Rete scolastica

Pluriclassi negate nell’Oltrepò, sindaci contro la decisione

Arnaldo Marchetti contesta motivazioni e modalità del provvedimento, temendo ricadute su trasporti e nuclei con più figli.

Pluriclassi negate nell’Oltrepò, sindaci contro la decisione

Arnaldo Marchetti, sindaco di Magnacavallo, contesta la decisione del provveditore Daniele Zani di non autorizzare le pluriclassi nei piccoli plessi dell’Oltrepò mantovano. L’unica eccezione riguarda Quingentole, dove tuttavia non sarà attivata una classe prima. Il provvedimento coinvolge anche le scuole di Schivenoglia e San Giovanni del Dosso e, secondo il primo cittadino, rischia di creare disagi per gli alunni, le famiglie e le amministrazioni locali.

La vicenda aveva già portato nelle scorse settimane alla mobilitazione di sindaci e genitori. Marchetti esprime il proprio rammarico e mette in discussione soprattutto le motivazioni legate alla sostenibilità didattica delle pluriclassi. A suo giudizio, sostenere che queste formule non siano in grado di garantire una preparazione adeguata significa ragionare in termini generali senza considerare la realtà dei piccoli centri.

Il confronto con l’Ufficio scolastico

Il sindaco ricorda che in passato le pluriclassi hanno permesso agli studenti dei paesi interessati di completare con profitto il percorso scolastico, proseguendo poi gli studi alle scuole superiori e all’università. Per questo, la valutazione negativa espressa dall’amministrazione scolastica viene considerata non sufficiente a spiegare una scelta che avrà conseguenze dirette sull’organizzazione dei plessi.

Marchetti critica inoltre i tempi e le modalità del confronto con l’Ufficio scolastico. Le spiegazioni, riferisce, sarebbero arrivate soltanto dopo i ripetuti interventi pubblici di sindaci ed esponenti politici. L’unico incontro diretto citato dal primo cittadino risale all’8 giugno, quando erano presenti anche il vicepresidente della Provincia Massimiliano Gazzani e il presidente del Consorzio Oltrepò Alberto Borsari. Dopo quella riunione, sostiene Marchetti, non ci sarebbero stati ulteriori momenti di confronto fino alla conferma del provvedimento.

Le ricadute sui servizi

Tra gli aspetti più problematici vengono indicati il trasferimento degli alunni in altri plessi e le difficoltà legate al trasporto scolastico. Gli spostamenti potrebbero pesare soprattutto sulle famiglie con più figli, costringendo le amministrazioni comunali a riorganizzare i servizi e a sostenere disagi che, secondo il sindaco, ricadrebbero interamente sui Comuni.

La discussione si inserisce nel quadro del calo demografico che interessa il territorio mantovano e che Provincia e Ufficio scolastico hanno indicato tra i fattori destinati a incidere sulla programmazione della rete scolastica. Marchetti invita però a non considerare scontata la sopravvivenza dei piccoli plessi senza pluriclassi e sostiene che le previsioni sul futuro della popolazione scolastica non possano essere date per certe.

In chiusura, il sindaco riconosce il sostegno arrivato dalla mobilitazione congiunta di amministratori e genitori, dalla Provincia e dai consiglieri regionali Paola Bulbarelli e Marco Carra. Al tempo stesso, lamenta l’assenza di un supporto concreto da parte di altri soggetti e definisce la decisione del provveditore difficile da comprendere e calata dall’alto.