Crisi idrica

La siccità fa emergere i fondali del Po nelle immagini satellitari

Banchi sabbiosi, ghiacciai arretrati e calo dei livelli lacustri mostrano gli effetti della scarsità d’acqua sull’Europa.

La siccità fa emergere i fondali del Po nelle immagini satellitari

Le immagini del satellite Copernicus Sentinel-2 mostrano con chiarezza gli effetti della siccità sul principale corso d’acqua italiano. Le riprese acquisite tra l’1 e il 3 agosto evidenziano, nel tratto compreso tra le province di Mantova e Cremona, ampi banchi di sabbia e ghiaia emersi nell’alveo del Po, in aree normalmente occupate dall’acqua.

La situazione del Grande fiume rappresenta uno dei segnali più evidenti della scarsità idrica che sta interessando vaste zone d’Europa. La riduzione delle portate mette sotto pressione l’irrigazione, la produzione idroelettrica e la disponibilità di acqua dolce nel bacino padano. Un fenomeno che, grazie alle osservazioni dallo spazio, può essere seguito anche attraverso il cambiamento dell’estensione degli alvei e delle superfici scoperte.

La crisi dei grandi fiumi europei

Il quadro non riguarda soltanto il Po. Le stesse osservazioni satellitari hanno documentato livelli particolarmente bassi anche lungo la Loira, il Reno e il Danubio. Sul Reno, la diminuzione della portata ostacola il trasporto delle merci, mentre sul Danubio la scarsità d’acqua sta creando difficoltà alla centrale nucleare di Paks, che utilizza il fiume per il raffreddamento.

Nel bacino padano la riduzione delle riserve riguarda anche le aree di montagna. Il ghiacciaio dell’Adamello, il più esteso delle Alpi italiane, arriva all’estate 2026 dopo un inverno caratterizzato da poca neve e settimane di caldo estremo. Nel confronto tra le immagini del 2016 e quelle del 2026, realizzato con il satellite Copernicus Sentinel-2, la superficie appare più scoperta e scura.

Il ritiro del Mandrone e il livello del Garda

La lingua del Mandrone, principale emissaria del ghiacciaio, si è ritirata di circa 550 metri in dieci anni. La perdita di ghiaccio riduce anche la riserva d’acqua destinata ai corsi che alimentano il bacino padano, collegando la trasformazione del paesaggio alpino alla disponibilità idrica a valle.

Intanto continua a diminuire anche il livello del lago di Garda. Secondo i dati del Consorzio del Mincio, nell’arco di 24 ore il lago ha perso 0,6 centimetri, attestandosi a 53 centimetri sopra lo zero idrometrico. A Salionze il deflusso è pari a 56 metri cubi al secondo, mentre l’afflusso del Sarca, sostenuto dalle piogge recenti, è salito a circa 20 metri cubi al secondo.

Nonostante il calo, il Garda presenta condizioni migliori rispetto agli altri laghi lombardi. I dati descrivono comunque un sistema idrico sottoposto a pressioni diverse, dalla scarsità d’acqua nei fiumi al ritiro dei ghiacciai e alla diminuzione dei livelli lacustri.