Previsioni autunnali

Stangata energetica: 320 euro in più per le utenze domestiche

Tra settembre e dicembre il conto medio raggiungerà 1.150, con una crescita del 38,6% sull’anno precedente

Stangata energetica: 320 euro in più per le utenze domestiche

Tra settembre e dicembre le famiglie della provincia di Mantova potrebbero affrontare una spesa energetica stimata in 1.150 euro per luce e gas. La previsione, elaborata dal sito Facile.it e riferita dalle associazioni dei consumatori, indica un aumento del 38,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: in termini assoluti, circa 320 euro in più per ciascun nucleo familiare.

Il territorio mantovano si collocherebbe così al quarto posto in Lombardia per il costo complessivo delle forniture. Un impatto particolarmente pesante per i bilanci delle famiglie con redditi più contenuti e per i pensionati, già alle prese con l’aumento generalizzato dei prezzi.

Le differenze tra le province

Valori analoghi sono stimati in Monza e Brianza. La spesa prevista risulta invece leggermente più bassa a Brescia, con 1.125 euro, e a Bergamo, con 1.079 euro. Il rincaro più elevato della regione riguarderebbe Como, dove il conto potrebbe arrivare a 1.298 euro, con un incremento del 39,5%.

Dopo Como si collocano Sondrio e Varese. La provincia con la previsione più contenuta sarebbe Milano, a quota 927 euro, ma anche in questo caso il confronto con l’anno precedente evidenzia una crescita significativa, pari al 37,1%.

Mercati all’ingrosso e contratti

Secondo le stime, la spinta al rialzo dipenderebbe dall’andamento dei mercati all’ingrosso. Il Pun, cioè il Prezzo unico nazionale usato come riferimento per l’energia elettrica, risulterebbe in aumento del 65%, mentre il Psv, indice di riferimento per il gas, segnerebbe una crescita del 113% rispetto al 2025. Tra i fattori indicati figura il protrarsi dei conflitti internazionali.

Facile.it suggerisce di valutare per tempo il passaggio a un contratto a prezzo fisso nel mercato libero, prima di ulteriori aumenti. Le associazioni dei consumatori invitano però alla prudenza: alcune offerte apparentemente convenienti potrebbero non essere vantaggiose nel lungo periodo. Per Federconsumatori e Adiconsum è necessario confrontare attentamente le condizioni e utilizzare, per le verifiche, il portale Arera.

Il quadro tracciato dai consumatori

Luigi Pace, presidente di Federconsumatori Cgil Mantova, definisce gli aumenti una stangata per le famiglie e li inserisce in un contesto più ampio. Secondo Pace, negli ultimi cinque anni i prezzi al consumo sarebbero cresciuti del 30%, mentre stipendi e pensioni non avrebbero seguito lo stesso andamento. Il rappresentante dell’associazione richiama inoltre la diffusione di lavori precari e retribuzioni contenute.

L’Osservatorio nazionale di Federconsumatori stima per l’autunno 2026 una spesa complessiva di 2.959,42 euro, in aumento del 7,2% sul 2025, considerando i costi previsti tra settembre e novembre. Nel calcolo rientrano acqua, luce, gas e telefonia, oltre a Tari, libri e materiale scolastico, spese sanitarie e iscrizioni alle attività sportive.

Pace avverte che la riduzione del potere d’acquisto potrebbe provocare una contrazione dei consumi, con conseguenze sociali e ricadute sul sistema produttivo. Sulla possibilità di cambiare contratto, il presidente di Federconsumatori raccomanda di procedere con cautela. La stessa posizione è espressa da Giorgio Bassi, consulente legale di Adiconsum Mantova, secondo cui il quadro resta preoccupante e un’inversione di tendenza appare difficile finché continueranno le attuali tensioni internazionali.