Colpo di scena al Tribunale di Mantova nel procedimento per corruzione tra privati che coinvolge 21 imputati e ruota attorno a un ex manager della Barilla. Durante l’ultima udienza, dopo l’audizione di alcuni testimoni delle parti civili, davanti al collegio giudicante si è presentato il fratello di uno degli imputati, convocato per errore al posto del diretto interessato.
L’uomo non era quindi la persona chiamata a rendere dichiarazioni. Il vero imputato sarà ascoltato in una delle prossime udienze, forse in quella già fissata per il 7 ottobre. Nel frattempo, secondo quanto emerso in aula, continua a decorrere il termine della prescrizione. La vicenda giudiziaria è ancora nella fase dibattimentale e le contestazioni dovranno essere valutate nel corso del processo.
L’accusa e il presunto giro d’affari
Al centro dell’impianto accusatorio c’è Gianluca Cavatorta, 57 anni, originario di Parma. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, tra il 2014 e il 2020 avrebbe sfruttato il doppio ruolo di funzionario commerciale della Barilla Spa e di amministratore di fatto di una società di agenzia per organizzare un’attività parallela dal valore stimato di circa 5,6 milioni di euro.
L’ipotesi della procura è che Cavatorta acquistasse, in nome e per conto della Barilla, prodotti alimentari da altre aziende. In cambio delle commesse, considerate particolarmente vantaggiose dai fornitori, sarebbero state versate somme di denaro che, sempre secondo l’accusa, sarebbero poi confluite sui conti di una società di mediazione con sede legale a Castel Goffredo.
La denuncia dell’ex collega
A far emergere la vicenda sarebbe stato un ex collega del 57enne, che avrebbe informato la stessa azienda dopo essere stato estromesso dal giro d’affari. Nell’inchiesta è coinvolta anche la moglie di Cavatorta, alla quale sarebbe stata intestata la società di mediazione costituita, secondo l’accusa, proprio per gestire i pagamenti.
Nel procedimento figurano inoltre amministratori e legali rappresentanti di diverse aziende agroalimentari, tra cui alcune realtà mantovane. Per gli inquirenti, queste società si sarebbero prestate al meccanismo contestato. Barilla Spa si è costituita parte civile e chiede il risarcimento dei danni patrimoniali e d’immagine che ritiene di aver subito. L’audizione rinviata per l’errore nella convocazione dovrà ora essere recuperata in una delle prossime sessioni del dibattimento.