Aula penale

A processo per un pugno all’auto durante una minaccia

Rinviata la discussione con rito abbreviato: manca ancora l’incartamento relativo al coimputato già condannato

A processo per un pugno all’auto durante una minaccia

Un 48enne residente nel Casalasco è a processo con l’accusa di tentata estorsione in concorso per un episodio avvenuto a Bozzolo nella primavera di tre anni fa. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo avrebbe accompagnato un altro soggetto a riscuotere un debito e avrebbe colpito con un pugno la carrozzeria dell’auto del presunto debitore.

Il debito e le minacce

La persona destinataria delle richieste era un 54enne residente in provincia, che avrebbe dovuto saldare circa 200 euro. La somma, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe stata legata all’acquisto di dosi di cocaina. Lo spacciatore, stanco di attendere il pagamento e impossibilitato a ricorrere a strumenti legali per recuperare il denaro, si sarebbe presentato a casa del debitore insieme al 48enne.

In quella circostanza, il presunto creditore avrebbe rivolto all’uomo minacce di morte e di violenza fisica. Il compagno, secondo l’accusa, avrebbe rafforzato l’intimidazione colpendo la carrozzeria dell’automobile con un pugno. Proprio quel gesto, valutato insieme alle minacce pronunciate dall’altro imputato, avrebbe contribuito a configurare l’ipotesi di tentata estorsione.

Il procedimento

Per lo stesso episodio è già stata emessa una sentenza nei confronti dell’uomo che avrebbe pronunciato le minacce: il procedimento si è concluso con una condanna a un anno e quattro mesi di reclusione. La posizione del 48enne, invece, è ancora da definire davanti al giudice.

Il difensore, l’avvocato Daniela Garilli, ha chiesto e ottenuto che il processo si svolgesse con rito abbreviato. L’udienza prevista per giovedì scorso, tuttavia, è stata rinviata al prossimo febbraio. Alla base del rinvio vi sarebbe la mancata acquisizione, nei tempi necessari, del fascicolo processuale relativo al complice del 48enne, già giudicato per la vicenda.

Il nuovo appuntamento dovrà quindi consentire al giudice di esaminare la posizione dell’imputato alla luce degli atti disponibili. Fino alla conclusione del procedimento, le contestazioni nei suoi confronti restano ipotesi da verificare in sede giudiziaria.