Numeri e prevenzione

Morti sul lavoro, Mantova è 22ª in Italia per incidenza

Sei vittime da gennaio; nel Paese il bilancio cresce del 2,9% nei primi otto mesi.

Morti sul lavoro, Mantova è 22ª in Italia per incidenza

La provincia di Mantova resta nella zona rossa per l’incidenza degli infortuni mortali sul lavoro. Il dato emerge dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering, aggiornato al 31 agosto 2026, che colloca il territorio mantovano al 22esimo posto in Italia per il rapporto tra vittime e occupati.

Le statistiche, riferite agli infortuni mortali avvenuti in occasione di lavoro ed escludendo quelli in itinere, indicano per Mantova sei decessi dall’inizio dell’anno. A fronte di 184.083 occupati, l’indice di incidenza raggiunge quota 32,6. Il valore conferma la posizione della provincia tra le aree con il livello più elevato del Paese.

Il quadro lombardo

A livello nazionale, dopo i segnali di miglioramento registrati nei mesi precedenti, il bilancio delle vittime è tornato a crescere. Nei primi otto mesi del 2026 i decessi sul lavoro sono stati 701, il 2,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato comprende gli infortuni mortali considerati nel monitoraggio dell’Osservatorio.

La Lombardia mantiene il primato per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro, con 76 decessi. Seguono Campania con 50 casi, Veneto con 49, Sicilia con 43, Emilia-Romagna con 42, Piemonte con 41, Lazio con 39, Toscana con 37 e Puglia con 31. Più indietro Calabria con 19 vittime, Liguria con 17, Marche con 12, Trentino-Alto Adige con 11, Sardegna con 9, Abruzzo e Umbria con 8, Friuli-Venezia Giulia con 7, Basilicata con 3 e Molise con 2. La Valle d’Aosta non registra vittime in occasione di lavoro.

Le fasce più esposte

L’incidenza più elevata riguarda ancora i lavoratori con più di 65 anni, con un valore pari a 68,1. Seguono la fascia tra 55 e 64 anni, con 31,6, e quella tra 15 e 24 anni, con 27,6. In termini assoluti, però, il gruppo più colpito è quello tra i 55 e i 64 anni, con 177 vittime su un totale di 504 decessi in occasione di lavoro.

Il rapporto segnala inoltre un aumento delle donne decedute sul lavoro: nei primi otto mesi del 2026 sono state 63, cinque in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una crescita dell’8,6%. Ancora più marcato l’incremento tra i lavoratori stranieri, che hanno raggiunto quota 189 vittime, contro le 148 registrate nei primi otto mesi del 2025, pari a un aumento del 27,7%.

Commentando i dati, Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, ha sottolineato come l’inversione di tendenza mostri la fragilità del percorso verso una riduzione stabile delle morti sul lavoro.