La Cina ha deciso di modificare le misure che regolano l’esportazione di alcuni prodotti collegati ai droni. Le nuove disposizioni entreranno in vigore il 18 novembre 2026, secondo quanto indicato in un comunicato governativo diffuso dalle autorità di Pechino.
Le norme prevedono che determinati articoli non possano essere inviati all’estero senza una specifica licenza. Il provvedimento è stato emesso congiuntamente dal ministero del Commercio, dall’Amministrazione generale delle dogane e dal Dipartimento per lo sviluppo degli equipaggiamenti della Commissione militare centrale.
Gli articoli interessati
Tra i prodotti sottoposti alle nuove regole figurano i sistemi di pilotaggio automatico progettati per aeromobili senza equipaggio, oltre a specifiche tecnologie destinate allo sviluppo, alla produzione o all’utilizzo di questi mezzi.
Il provvedimento riguarda inoltre alcuni aeromobili e dirigibili senza equipaggio con determinate caratteristiche e i motori appositamente realizzati per alimentarli. Il comunicato non indica nel dettaglio, nel testo diffuso, l’elenco completo dei parametri tecnici che faranno scattare l’obbligo di autorizzazione.
La motivazione di Pechino
Un portavoce del ministero del Commercio ha spiegato che gli articoli interessati hanno una chiara natura a duplice uso: possono cioè essere impiegati sia in ambito civile sia per finalità militari. La revisione delle misure, ha aggiunto, è stata adottata in conformità con le leggi e i regolamenti pertinenti.
Secondo il governo cinese, l’obiettivo è tutelare la sicurezza e gli interessi nazionali e rispettare gli obblighi internazionali, compresi quelli legati alla non proliferazione. Pechino ha inoltre ribadito l’impegno a mantenere la sicurezza e la stabilità delle catene industriali e di approvvigionamento globali.
Le richieste di licenza saranno esaminate caso per caso sulla base delle norme vigenti. Il ministero del Commercio ha assicurato che le domande in possesso dei requisiti previsti saranno approvate.