Regionali 2028

Del Bono a Mantova: «Il centrosinistra gioca d’anticipo»

Ex sindaco bresciano presenta alleanze, temi e obiettivi di governo

Del Bono a Mantova: «Il centrosinistra gioca d’anticipo»

Emilio Del Bono, vicepresidente del Consiglio regionale lombardo ed ex sindaco di Brescia, ha fatto tappa a Mantova nell’ambito del Laboratorio Lombardia 2028, il percorso avviato dal Partito democratico per costruire programma e coalizione in vista delle prossime elezioni regionali. Del Bono coordina il progetto, ma precisa di non essere il candidato presidente del centrosinistra.

«A differenza del passato, quando si arrivava a ridosso delle elezioni per indicare candidato e programma, ora ci stiamo preparando per tempo», ha spiegato. L’obiettivo è convincere gli elettori che la partita per il governo della Lombardia sia contendibile. Il Pd punta a una coalizione larga, da Azione al Movimento 5 Stelle, affiancata da una rete civica che potrebbe trasformarsi in una lista del presidente.

La sfida alla maggioranza

Secondo Del Bono, tenendo unite le forze dell’area progressista, la coalizione potrebbe partire da una base compresa tra il 44 e il 45 per cento. Il programma è ancora in fase di elaborazione attraverso il confronto con categorie economiche, terzo settore e amministratori locali. L’ex sindaco sostiene che in Lombardia si avverta la conclusione di una stagione politica e individua nella crisi della Lega e nella possibile collocazione di altri segmenti dell’elettorato elementi di novità per il quadro regionale.

Tra i temi indicati ci sono la crescita economica, la distribuzione della ricchezza e le differenze tra i territori. Del Bono ha parlato di «tante Lombardie» e ha criticato l’assenza di una pianificazione capace di tenere insieme le diverse aree della regione. Nel suo intervento ha citato anche il consumo di suolo agricolo, che a suo dire avrebbe raggiunto 120mila ettari in meno di 15 anni, oltre alle carenze nelle infrastrutture e nella mobilità delle merci.

Il vicepresidente del Consiglio regionale ha sottolineato che il 93 per cento delle merci viaggia ancora su gomma e ha richiamato la necessità di potenziare l’intermodalità ferro-gomma. Ha inoltre contestato la distribuzione delle risorse per il trasporto pubblico locale: il 64 per cento dei finanziamenti alle agenzie, secondo i dati da lui citati, sarebbe destinato a Milano, mentre il sistema extraurbano delle altre province risulterebbe insufficiente.

Sanità territoriale e trasporti

Un altro capitolo riguarda la sanità. Del Bono ha sostenuto che la Lombardia abbia perso posizioni nei livelli essenziali di assistenza, pur mantenendo ospedali di eccellenza, e ha denunciato l’indebolimento della rete territoriale. A suo giudizio, il 90 per cento delle risorse è destinato al sistema ospedaliero e il 10 per cento a quello territoriale. Per ridurre le liste d’attesa ha indicato la necessità di rafforzare le case di comunità, valorizzare il personale sanitario e riportare la pianificazione sotto una regia pubblica più forte.

Sul trasporto pubblico, Del Bono ha ricordato che il fondo regionale ammonta a 1,2 miliardi di euro, divisi tra servizi su gomma e Trenord. Ha giudicato insufficiente il livello delle risorse integrative regionali e ha proposto di intervenire sul trasporto merci, collegando meglio aeroporti e ferrovie. In questo quadro ha indicato la logistica legata al porto di Valdaro e al canale navigabile come una possibile leva per la crescita del territorio mantovano e dell’intera Lombardia.

Tra le priorità citate anche il rapporto con il Governo, la concertazione con i corpi intermedi e il contrasto all’abbandono scolastico. Il dato generale è del 7 per cento, ma salirebbe al 18 per cento tra i ragazzi italiani di seconda generazione, secondo quanto riferito da Del Bono. Il percorso politico, ha concluso, dovrà portare a una coalizione unita e a un’alternativa di governo fondata su contenuti amministrativi.