Quadro regionale

Cassa straordinaria giù del 71,1% a Mantova

Nei primi nove mesi del 2026 la provincia virgiliana va in controtendenza; nel territorio lombardo aumentano ristrutturazioni e crisi complesse.

Cassa straordinaria giù del 71,1% a Mantova

Nei primi nove mesi del 2026 il territorio di Mantova registra una riduzione significativa delle ore di cassa integrazione autorizzate. Il dato più marcato riguarda la componente straordinaria, che nella provincia virgiliana diminuisce del 71,1%. In calo anche la Cassa integrazione ordinaria, con una contrazione del 28,4% rispetto allo stesso periodo di riferimento.

La tendenza mantovana si colloca in controtendenza rispetto a quanto emerge dal quadro lombardo. A livello regionale, infatti, la Cassa integrazione ordinaria diminuisce del 23,3%, mentre quella straordinaria cresce del 16,8%, raggiungendo 24,1 milioni di ore. La Cigs rappresenta così il 37,9% del totale delle ore autorizzate in Lombardia, contro il 28,6% di un anno prima.

Le differenze tra i territori

I dati evidenziano una situazione disomogenea tra le province. La variazione più rilevante si registra a Varese, dove le ore complessive aumentano del 52,1% e la componente straordinaria arriva a segnare un incremento del 351,6%. Incrementi vengono rilevati anche a Lecco, con il 6,6%, mentre Milano nel solo mese di settembre registra una crescita del 10,5%.

La distribuzione per comparti conferma il peso dell’industria, che concentra il 93% delle autorizzazioni. All’interno del settore, la meccanica assorbe 16,1 milioni di ore di Cassa integrazione straordinaria, pari al 66,9% del totale regionale. L’aumento della componente straordinaria viene letto come un segnale della presenza di ristrutturazioni, riorganizzazioni e crisi aziendali più complesse.

L’appello del sindacato

La diminuzione registrata a Mantova non induce però la Uil ad abbassare la guardia. Massimiliano Turano, coordinatore territoriale confederale della Uil di Mantova, chiede un monitoraggio costante delle dinamiche produttive locali e invita ad avviare tavoli di confronto e percorsi di salvaguardia e rilancio.

Secondo il sindacalista, la crescita della Cigs a livello lombardo e le difficoltà che interessano il tessuto industriale indicano una fase di transizione delicata anche per il territorio mantovano. L’obiettivo indicato è tutelare i lavoratori e difendere il patrimonio manifatturiero provinciale attraverso risposte concrete.

La stessa preoccupazione viene espressa dai vertici regionali della sigla. Salvatore Monteduro, segretario confederale della Uil Lombardia, sottolinea l’esigenza di mantenere alta l’attenzione, mentre il segretario generale Antonio Albrizio definisce la fase in corso una transizione industriale complessa, con possibili rischi sociali.