Semplificazioni in arrivo

Urso annuncia un pacchetto di semplificazioni per settembre

Il ministro Urso presenta misure per sostenere le imprese e l'innovazione.

Urso annuncia un pacchetto di semplificazioni per settembre

ROMA (ITALPRESS) – Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha dichiarato in un’intervista a La Stampa che il Pil italiano è cresciuto nella prima parte dell’anno più della media dell’Unione Europea e molto più della Germania. La produzione industriale è in ripresa, con sette mesi positivi negli ultimi dodici. Queste affermazioni arrivano mentre il ministro delinea i prossimi passi per sostenere le aziende in un contesto internazionale complesso.

Urso ha indicato tre mosse urgenti da attuare. La prima consiste nel liberare le imprese dalla zavorra regolatoria del Green Deal. Il ministro ha sottolineato l’importanza di incalzare la Commissione affinché le riforme siano attuate al più presto. Il secondo punto riguarda i costi energetici: è necessario intervenire in modo strutturale, rimuovendo le resistenze di alcune Regioni e avviando la produzione di energia nucleare di nuova generazione.

Investimenti e semplificazioni

La terza direttrice proposta da Urso riguarda gli investimenti sull’innovazione. Con il programma Transizione 5.0, il governo prevede di stanziare ulteriori dieci miliardi per l’industria, con la possibilità di aggiungere ulteriori risorse attraverso la legge di bilancio. In merito alle richieste di estendere le agevolazioni fiscali delle Zes (Zone economiche speciali) alle regioni settentrionali, il ministro ha chiarito che esistono limiti imposti dalle normative europee, ma ha proposto di estendere le semplificazioni burocratiche a tutto il Centro-Nord.

Una novità significativa per le imprese è attesa subito dopo la pausa estiva, con la presentazione del decreto Imprese a settembre, che conterrà un ‘pacchetto shock’ di semplificazioni, in particolare per quanto riguarda la produzione energetica. Urso ha anche confermato la stabilità del governo guidato da Giorgia Meloni, escludendo l’ipotesi di elezioni anticipate e rivendicando la capacità dell’esecutivo di affrontare la crisi europea.