Scontro politico

Sindaci mantovani favorevoli a legare i sussidi ai doveri familiari

La proposta nasce dagli episodi di microcriminalità segnalati nel Veronese e divide il dibattito sulle responsabilità genitoriali.

Sindaci mantovani favorevoli a legare i sussidi ai doveri familiari

La proposta di collegare l’erogazione dei sostegni economici alla collaborazione delle famiglie con i servizi sociali raccoglie consensi anche nel Mantovano. L’idea è stata avanzata dal sindaco di Legnago, Paolo Longhi, dopo una serie di episodi di microcriminalità attribuiti a giovani stranieri di seconda generazione. Tra i fatti citati ci sono l’episodio di una pistola estratta alla fermata dell’autobus degli studenti, con diversi colpi sparati in aria, e l’aggressione a un edicolante del centro.

Il primo cittadino veronese ha annunciato una revisione del regolamento comunale, in particolare dell’articolo 9 relativo alle finalità degli interventi di sostegno sociale. Gli uffici comunali degli affari generali e dei servizi sociali, secondo quanto riferito da Longhi, stanno lavorando a un intervento articolato su più livelli, fondato sulla collaborazione tra amministrazione pubblica e famiglia all’interno di un progetto individualizzato.

La proposta sul sostegno sociale

La modifica dovrebbe riguardare i nuclei nei quali siano presenti minorenni segnalati dalle autorità competenti come autori di fatti illeciti. In questi casi, la famiglia sarebbe chiamata a collaborare con i servizi sociali ed educativi e, quando necessario, con gli altri soggetti istituzionali coinvolti. Longhi ha precisato che l’obiettivo non sarebbe sanzionare i genitori per i reati commessi dai figli, ma chiedere loro di assumersi una parte di responsabilità nel percorso di intervento predisposto dalle istituzioni.

La linea trova il sostegno del sindaco di Castelbelforte, Massimiliano Gazzani, che si è detto favorevole all’iniziativa. Secondo il primo cittadino, l’assenza di vincoli potrebbe consentire a comportamenti dannosi di proseguire. Gazzani ha inoltre riferito di un episodio avvenuto a margine della fiera settembrina: alcuni minorenni di origine magrebina avrebbero rimosso la bandiera italiana da un pennone, riducendola in brandelli. Il sindaco ha ricordato anche un precedente episodio, risalente all’anno scorso, quando il tricolore era stato sottratto da un palo vicino al monumento ai caduti.

Il confronto tra i Comuni

Gazzani ha definito non più tollerabili i comportamenti descritti e ha espresso il timore che eventuali iniziative comunali possano incontrare ostacoli sul piano giudiziario. Le sue parole si inseriscono in un confronto politico che coinvolge amministratori di territori vicini, ma la proposta resta legata alla necessità di verificare compatibilità e modalità di applicazione delle norme.

Favorevole anche il sindaco di Borgo Virgilio, Francesco Aporti, che ha sostenuto l’idea di associare i contributi a precisi doveri. Aporti ha richiamato le numerose iniziative educative e sociali messe a disposizione dalle istituzioni e ha affermato che, a suo giudizio, le famiglie dovrebbero restituire questo sostegno attraverso comportamenti responsabili.

Nel ragionamento del sindaco, il problema si porrebbe soprattutto quando i genitori non intervengono davanti a situazioni di disagio educativo, come la mancata frequenza scolastica, gli atti vandalici o le molestie ai danni di altre persone. In questi casi, Aporti considera legittima la possibilità di sospendere gli aiuti comunali, mentre il dibattito resta aperto sul rapporto tra responsabilità individuale, tutela dei minori e accesso alle misure di sostegno.