Giustizia

Ex detenuto condannato a 7 mesi per minacce agli agenti penitenziari

Un uomo di 50 anni è stato condannato per aver minacciato gli agenti durante il trasferimento in carcere.

Ex detenuto condannato a 7 mesi per minacce agli agenti penitenziari

Un ex detenuto di 50 anni è stato condannato a 7 mesi di reclusione per aver minacciato gli agenti di polizia penitenziaria durante un trasferimento. I fatti risalgono al periodo in cui l’uomo stava scontando una pena in carcere.

La rabbia per i soldi non restituiti

Durante il processo, l’imputato ha raccontato al giudice la sua versione degli eventi, spiegando che la sua reazione era stata causata dalla mancata restituzione dei 700 euro depositati al momento dell’ingresso nel carcere. Al momento della concessione della semilibertà e del trasferimento al carcere di Pavia, l’uomo si aspettava di ricevere l’intera somma per inviarla alla sua famiglia in difficoltà economiche.

Tuttavia, gli sono stati restituiti solo 60 euro, con la promessa che il resto sarebbe stato bonificato in un secondo momento. Questa situazione ha scatenato la sua ira, portandolo a battere i pugni sul tavolo e a insultare gli agenti che cercavano di spiegargli la prassi.

La minaccia e la condanna

In un momento di esasperazione, l’ex detenuto ha urlato: «Ci vediamo fuori, ti aspetto fuori», frase interpretata dagli agenti come una minaccia. In aula, l’imputato ha negato di aver mai aggredito le guardie, sostenendo che la sua affermazione era solo un modo per dire che si sarebbero incontrati una volta libero.

Il pubblico ministero ha chiesto una condanna di 7 mesi di reclusione, mentre la difesa ha sostenuto che la reazione del detenuto fosse dovuta alla mancanza di informativa da parte degli agenti. Alla fine, il giudice ha accolto la richiesta del pm, confermando la condanna.