I dati diffusi da Confindustria Moda mostrano un settore in flessione, con un focus particolare sulla moda maschile. Secondo il bilancio del comparto presentato in occasione di Pitti Uomo 110, il fatturato del 2025 è stimato in circa 11,2 miliardi di euro, con una contrazione di 2,2% rispetto all’anno precedente, già in rallentamento. È il secondo anno consecutivo in territorio negativo, in un contesto generale per l’intero tessile-abbigliamento italiano, che si chiude a 58,39 miliardi di euro, con una flessione del 2,4% e una base produttiva di oltre 37.331 imprese e 372.200 addetti, pari al 9,5% dell’occupazione manifatturiera nazionale.
Dettagli sulla contrazione del mercato
Analizzando i singoli segmenti, la situazione appare più chiara. Nel 2025, la camiceria ha registrato una perdita del 4,5%, seguita dalla maglieria esterna con un 3% e le cravatte con un 2,8%. Al contrario, il vestiario esterno, che rappresenta oltre la metà del mercato, si è fermato a un relativamente contenuto -1,6%. Questo suggerisce che la sofferenza non riguarda l’intero guardaroba maschile, ma principalmente la sua componente cerimoniale e d’ufficio, trascurata in seguito all’allentamento dei codici di abbigliamento nei luoghi di lavoro.
Nuove esigenze dei consumatori
Dopo una ventina d’anni, la pigiameria maschile è diventata molto più diversificata e specifica per occasioni d’uso. Oggi, i consumatori richiedono ai capi per la casa gli stessi standard di qualità riservati ai vestiti da esterno, come vestibilità e tenuta al lavaggio, rendendo necessari capi che siano anche presentabili durante le videochiamate. Tra i produttori, spicca il marchio Noidinotte, attivo dal 2002 e che offre un catalogo variegato, includendo proposte estive in cotone leggero e viscosa e invernali in caldo cotone e pile.
Scenario locale e previsioni future
Dettagli più ottimistici emergono a livello locale. Secondo l’analisi della Camera di commercio di Cremona-Mantova-Pavia, nel quarto trimestre 2025, Mantova si posiziona al primo posto nella classifica lombarda per ripresa della produzione industriale, con un incremento del 2,3% e un fatturato in aumento del 3,4%. Le difficoltà nel settore tessile persistono, ma coesistono con una solida ripresa industriale provinciale.
Se questa tendenza dovesse consolidarsi, è probabile che la distinzione tra abbigliamento da esterno e da interno diventi sempre più sfumata nella progettazione delle collezioni maschili, premiando i produttori che hanno investito sulla qualità dei tessuti da casa. La camicia, pur mantenendo la sua presenza, dovrà fare spazio a capi precedentemente non considerati parte integrante di un guardaroba maschile.