Ikram Khayari, 20 anni, è morta nella casa dei familiari a Birbesi dopo una grave crisi respiratoria. L’autopsia eseguita sulla salma ha escluso il soffocamento e non ha rilevato segni di violenza. Restano però da chiarire le cause del decesso, avvenuto nella mattinata di venerdì scorso.
Gli accertamenti disposti dalla Procura
L’esame autoptico è stato eseguito dal dottor Dario Raniero, anatomopatologo dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Verona, subito dopo il conferimento dell’incarico da parte del pubblico ministero Gianlorenzo Franceschini. Durante l’autopsia sono stati effettuati prelievi sulla salma, destinati ad analisi tossicologiche e istologiche.
Gli esami di laboratorio dovranno contribuire a stabilire che cosa abbia provocato la crisi risultata fatale. Il deposito dell’esito completo dell’autopsia è previsto tra circa sessanta giorni. In attesa dei risultati, la causa della morte viene indicata come indeterminata, pur nell’ipotesi di un decesso riconducibile a cause naturali.
Il soccorso e i primi rilievi
Secondo quanto ricostruito, la giovane, arrivata in Italia da poco tempo, si trovava nell’abitazione dei parenti quando, intorno alle 8.30, ha iniziato ad accusare difficoltà respiratorie. I familiari hanno dato l’allarme e sul posto sono intervenuti i mezzi del 118, con auto medica ed eliambulanza.
Nonostante i tempestivi tentativi di soccorso e una lunga fase di rianimazione, per la 20enne non è stato possibile evitare il decesso. Una prima diagnosi aveva ipotizzato un soffocamento provocato da un pezzo di cibo, ma durante l’esame le vie respiratorie sono risultate libere da occlusioni. Il pubblico ministero ha già concesso il nulla osta per la sepoltura e la salma è stata restituita ai familiari. L’abitazione di Birbesi, dove si è consumata la tragedia, risulta invece ancora sottoposta a sequestro.