Musica dal vivo

A Mantova il ritorno di Gidon Kremer con la Kremerata Baltica

Al Teatro Sociale, il concerto ha attraversato secoli e linguaggi fino alle pagine di Piazzolla.

A Mantova il ritorno di Gidon Kremer con la Kremerata Baltica

Gidon Kremer è tornato a Mantova con la Kremerata Baltica, protagonista del primo concerto al Teatro Sociale della 34ª edizione di Tempo d’Orchestra. Il violinista lettone, impegnato anche nel ruolo di maestro concertatore, ha proposto un programma costruito come un percorso attraverso epoche e linguaggi differenti, dal XVII secolo alla musica contemporanea.

La tournée coincide con il trentennale della Kremerata Baltica, formazione fondata da Kremer nel 1997, e con l’ottantesimo compleanno del suo ideatore. L’appuntamento mantovano ha così assunto il carattere di una celebrazione musicale, affidata a un organico apprezzato per la preparazione tecnica, la duttilità interpretativa e la capacità di rinnovarsi nel tempo.

Un itinerario tra Biber, Mahler e Beethoven

Nella prima parte della serata l’ensemble si è esibito senza il solista, affrontando la Battaglia a 10 di Heinrich Ignaz Franz Biber, il Quartetto in la minore di Gustav Mahler e il Quartetto in fa minore op. 95 di Ludwig van Beethoven, presentati nelle versioni per orchestra d’archi. La lettura della pagina di Biber ha messo in evidenza gli effetti strumentali e l’ironia descrittiva legati alla rappresentazione di una battaglia, mentre le composizioni di Mahler e Beethoven hanno mantenuto il loro profilo cameristico anche nell’ampliamento del corpo sonoro.

La Kremerata Baltica ha affrontato il repertorio con energia e precisione, seguendo lo spirito e il rigore stilistico del suo direttore. Il passaggio tra la vivacità espressiva di Biber e le forme più raccolte dei due quartetti ha restituito una prima parte caratterizzata da contrasti marcati, ma inseriti in un disegno musicale coerente.

Le pagine contemporanee e il finale con Piazzolla

Per la seconda parte, Kremer ha scelto brani di autori baltici contemporanei, accomunati da una dimensione riflessiva e da una scrittura riconducibile all’area minimalista. Le diverse sfumature sonore hanno valorizzato la competenza tecnica ed espressiva del violinista e il dialogo con l’ensemble.

Il programma si è quindi spostato verso la musica di Astor Piazzolla, con Celos & Fuga y Misterio, Tres Minutos con la Realidad e Le Grand Tango. Le tre composizioni hanno richiesto una partecipazione collettiva intensa, capace di restituire il carattere emotivo e la dinamica dei brani. Tra gli strumentisti si è distinto in particolare il vibrafonista Andrei Pushkarev.

Il ritorno di Kremer a Mantova ha confermato la sua capacità di sostenere performance di elevato livello, nonostante il tempo trascorso dalle precedenti esibizioni in città. Al termine del concerto il pubblico ha riservato all’artista e alla formazione applausi scroscianti, seguiti da un fuori programma dedicato alla Via Lattea, citazione contemporanea dell’eternità tratta dalla mitologia lettone.