Rassegna sonora

A Palazzo Te la musica si rinnova tra Liszt ed elettronica

Due serate hanno unito repertorio classico, ricerca contemporanea e immagini dedicate ai fenomeni naturali.

A Palazzo Te la musica si rinnova tra Liszt ed elettronica

Mantova ha ospitato il primo fine settimana di Eterotopie, rassegna promossa da MantovaMusica nell’ambito del progetto Inventare la Musica. Il ciclo di appuntamenti si inserisce tra le iniziative parallele alla mostra Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio, allestita a Palazzo Te, e propone una riflessione sul rapporto tra musica, natura e sperimentazione.

Il programma si è articolato in due concerti, ospitati venerdì 16 e sabato 17 ottobre in spazi diversi del complesso museale. Il primo appuntamento, nella Sala dei Cavalli di Palazzo Te, era dedicato al centenario di György Kurtág e affiancava alla sua produzione alcune pagine di Franz Liszt e Béla Bartók, compositori legati alla formazione e al contesto culturale del musicista ungherese.

Il pianoforte tra tradizione e ricerca

Protagonista della serata è stata la pianista mantovana Ilaria Brognara, impegnata in una selezione dei Játékok di Kurtág. Il percorso comprendeva anche il Sonetto del Petrarca, alcuni brani dai Sei canti Polacchi di Chopin e il trittico Venezia e Napoli di Liszt, oltre alle Three Hungarian Folksongs di Bartók. Il confronto tra repertori differenti ha messo in evidenza il legame tra scrittura colta, suggestioni popolari e libertà improvvisativa.

Nel programma hanno trovato spazio anche una Sonata di Domenico Scarlatti e lo Studio n. 8 di Chopin, eseguiti fuori programma. La serata ha così accostato pagine storiche e linguaggi più recenti, seguendo il tema della trasformazione dell’invenzione musicale senza interrompere il rapporto con la tradizione.

Suoni, tecnologia e onde gravitazionali

Il secondo concerto, ospitato nelle Fruttiere di Palazzo Te, ha spostato l’attenzione sull’interazione tra musica, tecnologia e ricerca scientifica. Il flautista Alessandro Lo Giudice ha presentato brani di Paolo Aralla, Morton Feldman, Alvin Lucier e Kaja Saariaho, costruendo un dialogo tra strumento acustico ed elettronica.

Nella seconda parte, il fisarmonicista Raffaele Damen e il compositore Roberto Zanata hanno proposto Gravitational waves, lavoro che traduce in suono il fenomeno delle onde gravitazionali attraverso l’integrazione con l’elaborazione video. L’allestimento, sviluppato tra riverberi acustici e immagini, ha concluso il fine settimana riportando il tema della natura e dei fenomeni dell’universo al centro dell’esperienza d’ascolto.

Questi due appuntamenti hanno aperto il primo dei tre fine settimana previsti da Inventare la Musica. Il progetto proseguirà lungo un percorso dedicato alle diverse forme con cui la creazione musicale può confrontarsi con il patrimonio storico, la ricerca contemporanea e gli strumenti tecnologici.