Allerta agricola

Maltempo, l’agricoltura mantovana teme danni oltre 60 milioni

Coldiretti sollecita interventi strutturali dopo grandine, raffiche e siccità: la stima comprende perdite immediate e ricadute produttive.

Maltempo, l’agricoltura mantovana teme danni oltre 60 milioni

L’ennesimo episodio di maltempo ha colpito ieri pomeriggio diversi comuni della provincia di Mantova, con raffiche di vento, fenomeni di downburst e grandine arrivata a dimensioni paragonabili a palline da ping-pong. Per il presidente di Coldiretti Mantova, Fabio Mantovani, l’agricoltura del territorio rischia di pagare un prezzo molto elevato dopo una stagione segnata anche dalla siccità e dalle temperature alte.

Una prima quantificazione complessiva dei danni non è ancora disponibile. Mantovani ha tuttavia stimato che, considerando le perdite dirette e indirette e la diminuzione delle produzioni nei campi, il conto dell’estate 2026 potrebbe superare i 60 milioni di euro. La valutazione riguarda gli effetti sulle coltivazioni e, più in generale, sulle imprese e sulle filiere agroalimentari del Mantovano.

La richiesta di sostegni strutturali

Coldiretti chiede all’Unione europea e alle istituzioni nazionali un intervento più stabile a favore del comparto. Secondo Mantovani, non sarebbero sufficienti misure occasionali: servirebbero maggiori risorse per le assicurazioni e per i fondi anticrisi, così da affrontare perdite dirette, danni alle strutture, oscillazioni del mercato e mancati redditi.

L’obiettivo indicato dall’organizzazione agricola è sostenere la continuità delle imprese e delle filiere, evitando che le difficoltà accumulate inducano gli operatori ad abbandonare l’attività. Il rischio prospettato è quello di una crescita delle chiusure aziendali e di un ricambio generazionale ancora più difficile nel settore agricolo mantovano.

Il disagio tra agricoltori e allevatori

Nella sua analisi, Coldiretti richiama anche la fragilità economica e psicologica di agricoltori e allevatori. Gli operatori lavorano durante tutto l’anno in condizioni impegnative, tra il peso delle temperature estive, le difficoltà del comparto zootecnico e le critiche provenienti da una parte della società. A questo quadro si aggiungono eventi atmosferici che possono compromettere il risultato di un’intera annata.

La sequenza di siccità, caldo intenso e temporali violenti viene indicata come un elemento di crescente precarietà per il settore. Per l’associazione, senza strumenti capaci di intervenire sia sulle emergenze sia sulla programmazione di lungo periodo, aumentano le incognite sul futuro dell’agroalimentare e sulla tenuta delle aziende del territorio.