È proseguito a Mantova il processo a carico di Monica Laudini, 51 anni, broker finanziaria accusata di avere raggirato 39 clienti ai quali aveva affidato la gestione dei propri risparmi. La donna deve rispondere di truffa aggravata, autoriciclaggio e accesso abusivo a conti online. Secondo l’accusa, il danno complessivo sarebbe superiore a sei milioni di euro.
In udienza è stato ascoltato il responsabile delle risorse umane di Intesa Sanpaolo, la banca per cui la consulente aveva lavorato e che, a suo tempo, aveva adottato nei suoi confronti provvedimenti disciplinari. La deposizione ha confermato, in linea generale, il quadro accusatorio già emerso nel procedimento, anche in relazione alle contestazioni interne mosse alla broker.
Le contestazioni della Procura
La ricostruzione accusatoria sostiene che Laudini avrebbe mostrato ai clienti false rendicontazioni, nelle quali figuravano profitti inesistenti, inducendoli a ritenere redditizi investimenti che avrebbero invece prodotto perdite. La consulente avrebbe inoltre utilizzato abusivamente le credenziali per accedere ai conti online degli investitori e operare senza che questi fossero pienamente consapevoli delle movimentazioni.
Le perdite contestate ai singoli risparmiatori andrebbero da 20mila a 600mila euro. In un caso, il danno sarebbe stato superiore a 1,3 milioni di euro. Tra le contestazioni figura anche la proposta di investimenti ad alto rischio speculativo a clienti che, secondo l’impostazione dell’accusa, erano in prevalenza persone anziane e non sarebbero state informate della reale natura delle operazioni.
Le parti civili e i prossimi passaggi
Nel procedimento si sono costituite parte civile le 39 persone offese, assistite dagli avvocati Andrea Pongiluppi, Luca Faccin, Maurizio Alloro e Cristian Pasolini. Nel processo è presente anche Intesa Sanpaolo Private Banking, nella duplice posizione di parte offesa e responsabile civile.
La broker ha seguito l’udienza senza rilasciare dichiarazioni. Il giudice Edoardo Zantedeschi, che presiede il collegio, ha fissato per il 3 novembre l’esame dell’imputata, che in quella sede potrà fornire la propria versione dei fatti. Le responsabilità dovranno essere accertate nel corso del dibattimento.