La Polizia Postale di Mantova ha denunciato all’Autorità giudiziaria cinque persone, ritenute coinvolte, a vario titolo, in una vicenda di truffa ed estorsione online. Al centro degli accertamenti c’è una cosiddetta truffa sentimentale, iniziata con la costruzione di una falsa relazione e proseguita con richieste di denaro e minacce.
Il contatto sui social e la relazione simulata
La vicenda è iniziata alla fine di novembre 2025, quando una donna mantovana di 65 anni è stata contattata attraverso i social network da un uomo che si presentava come un imprenditore francese. Le conversazioni sono successivamente proseguite su una piattaforma di messaggistica istantanea, utilizzando un’utenza con prefisso internazionale francese.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le videochiamate e il marcato accento d’Oltralpe avrebbero contribuito a rendere credibile l’identità dichiarata. Per settimane, il falso imprenditore avrebbe alimentato una relazione affettiva simulata, raccontando ripetute difficoltà economiche e riuscendo così a conquistare la fiducia della donna.
Dopo aver instaurato il rapporto, l’uomo avrebbe convinto la vittima ad acquistare numerosi codici di ricarica e a trasferire denaro su carte prepagate. Quando la donna decideva di interrompere i contatti, sarebbe stata raggiunta attraverso altri profili social. L’uomo riusciva inoltre a ottenere il suo nuovo numero di telefono e a riavviare le richieste di denaro.
Le minacce e i trasferimenti di denaro
In una fase successiva, le richieste si sarebbero trasformate in minacce. Il presunto autore dichiarava di voler inviare alle amiche della donna, presenti tra i suoi contatti sui social, alcune immagini personali ricevute in precedenza. Per aumentare la pressione avrebbe trasmesso anche un fotomontaggio manipolato.
Temendo che le immagini potessero essere diffuse, la 65enne effettuava altre tre ricariche, per un importo complessivo superiore a 5.000 euro. Gli accertamenti condotti dalla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica hanno poi analizzato i rapporti finanziari collegati ai versamenti.
Le verifiche avrebbero consentito di ricondurre le somme a conti di raccolta sui quali erano transitati migliaia di euro provenienti da più persone. Il denaro veniva trasferito in tempi ravvicinati a un numero ristretto di beneficiari ricorrenti e sarebbe stato utilizzato anche per effettuare pagamenti in alcune città francesi.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le cinque persone denunciate sono quindi sottoposte agli accertamenti dell’autorità giudiziaria e la loro eventuale responsabilità potrà essere stabilita soltanto con una sentenza definitiva.