La scuola secondaria di primo grado di Marmirolo ha ospitato mercoledì scorso l’Erasmus Day 2026, un pomeriggio dedicato all’incontro tra la comunità scolastica locale e una delegazione proveniente dalla Svezia. All’iniziativa hanno partecipato alunni, docenti, famiglie e rappresentanti delle istituzioni comunali.
Ospiti dell’istituto sono stati 12 alunni e alcuni docenti della scuola partner di Östervåla, protagonisti nei giorni precedenti di attività di confronto con i coetanei di Marmirolo. L’appuntamento ha rappresentato un momento pubblico per condividere le esperienze maturate durante il soggiorno e raccontare il valore dello scambio tra ragazzi di Paesi diversi.
Testimonianze e spettacolo bilingue
Il programma del pomeriggio ha alternato testimonianze ed esperienze condivise. Gli alunni di Marmirolo e quelli svedesi si sono esibiti in uno spettacolo in italiano e inglese, mettendo in comune competenze, racconti e momenti preparati durante il percorso di accoglienza.
Il dirigente scolastico Luigi Di Tullio ha sottolineato di aver voluto fortemente l’iniziativa, ricordando che il progetto di mobilità è già concreto. Otto docenti e sei alunni della scuola di Marmirolo hanno infatti già raggiunto la Svezia, mentre nei prossimi mesi sono previste altre partenze. «La nostra idea è quella di aprire le frontiere, abbattere i muri e accogliere studenti e docenti da tutta Europa», ha spiegato il dirigente.
Il ruolo della comunità locale
All’incontro ha preso parte anche la sindaca Elena Betteghella, che ha espresso soddisfazione per la presenza della delegazione svedese a Marmirolo. Secondo la prima cittadina, i giorni trascorsi insieme hanno permesso ai ragazzi di raccontarsi e confrontarsi nel segno di un’Europa unita.
Il vicesindaco Massimiliano Boschini ha evidenziato il valore formativo dell’esperienza, considerata un esempio di scuola capace di andare oltre le attività sui libri. A suo giudizio, il percorso condiviso resterà nella memoria di chi ha partecipato alla giornata, coinvolgendo non soltanto gli alunni e gli insegnanti, ma anche le famiglie e le istituzioni del territorio.