Sentenza giudiziaria

Sei anni e 8 mesi per violenza e lesioni a Marmirolo

Il gup ha accolto la richiesta della Procura: stabiliti anche 6mila euro per il 56enne.

Sei anni e 8 mesi per violenza e lesioni a Marmirolo

È stato condannato a 6 anni e 8 mesi di reclusione il 30enne di origini liguri, residente nel Veronese e detenuto nel carcere di Cremona, accusato di violenza sessuale, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso. La decisione è stata pronunciata con rito abbreviato dal gup Maria Silvia Siniscalchi per i fatti avvenuti il primo gennaio a Marmirolo.

L’aggressione nell’abitazione

Secondo la ricostruzione esaminata durante l’udienza, il 30enne aveva trascorso la notte di Capodanno nell’abitazione di un 56enne. Intorno all’ora di pranzo, dopo una lite, il proprietario di casa lo aveva accompagnato fuori per allontanarlo. Nel farlo, però, era rimasto chiuso all’esterno, avendo lasciato le chiavi dentro l’abitazione.

L’uomo aveva quindi chiesto aiuto a una vicina di 59 anni, facendosi prestare una scala per raggiungere una finestra al primo piano, rompere il vetro e rientrare. Mentre si trovava in cima alla scala avrebbe sentito le urla della donna. Sceso rapidamente, avrebbe visto l’ospite con i pantaloni calati mentre tentava di aggredirla sessualmente.

Il 56enne sarebbe intervenuto per difendere la vicina. Ne sarebbe nata una colluttazione durante la quale il 30enne lo avrebbe colpito con calci e pugni, arrivando poi a staccargli a morsi una parte dell’orecchio destro. L’aggressione sarebbe proseguita anche all’arrivo dei carabinieri, contro i quali l’imputato avrebbe opposto resistenza prima di essere arrestato.

La decisione del giudice

La Procura, rappresentata dal pm Silvia Bertuzzi, aveva chiesto una pena di 6 anni e 8 mesi, richiesta accolta dal giudice. Tra le contestazioni figura anche la deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, reato per il quale la pena prevista parte da un minimo di otto anni di reclusione.

L’avvocato di parte civile Viviana Torreggiani aveva chiesto una provvisionale di 15mila euro in favore del 56enne. Il giudice ha riconosciuto 6mila euro di risarcimento. Sono state invece respinte le richieste della difesa, rappresentata dall’avvocato Stefania Russo, compresa quella relativa alla concessione degli arresti domiciliari. Il 30enne resta quindi in carcere.