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Socialis: approvati consuntivo 2025 e bilancio 2026-2028

L’assemblea ha valutato fondi, fabbisogni assistenziali e prospettive dopo la fine dei finanziamenti europei

Socialis: approvati consuntivo 2025 e bilancio 2026-2028

Il consiglio comunale di Pegognaga ha approvato all’unanimità il consuntivo 2025 e il bilancio triennale 2026-2028 dell’azienda speciale Socialis, insieme al contratto di servizio relativo al 2026. I documenti sono stati illustrati dal vicesindaco Antonio Lui, che ha esaminato l’andamento economico dell’ente e le ricadute sui servizi destinati alla popolazione in condizioni di fragilità.

Il consuntivo evidenzia ricavi per circa 10 milioni di euro. Lui ha sottolineato che l’aumento sarebbe un dato positivo per un’azienda privata, mentre per Socialis rappresenta anche il segnale di una crescita dei bisogni sociali, poiché l’ente opera in ambiti legati al disagio e all’assistenza. Il budget previsto per il 2026 risulta poco superiore a quello dell’anno precedente.

Risorse e contributi nel prossimo triennio

La quota principale delle risorse, pari al 49,5%, arriva dai sei Comuni che fanno parte dell’azienda speciale: Gonzaga, Moglia, Motteggiana, Pegognaga, San Benedetto Po e Suzzara. Enti e fondi contribuiscono per il 32,1%, mentre il 15,8% proviene dal Pnrr. Nel 2026 questa componente è destinata a salire al 22,6%, in relazione alla fase conclusiva dei progetti programmati. I contributi avviati nel 2023 termineranno infatti nel 2027.

La progressiva riduzione dei finanziamenti Pnrr costituisce uno degli aspetti da monitorare, anche in rapporto alla continuità delle prestazioni. Per il 2026, Socialis prevede una rata di 2.358.500 euro, con la quale si concludono i contributi legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Da qui l’invito rivolto da Lui ai sei Comuni a confrontarsi sulle modalità per sostenere nel tempo i servizi già erogati.

Più richieste nell’area sociale

Nel confronto tra il 2023 e il 2026, i costi aumentano di 1 milione di euro nell’area minori e famiglie e di 200mila euro nell’area anziani e disabili. Crescono inoltre del 26% i casi che richiedono interventi e del 24% le spese nell’ambito della non autosufficienza. Registrano invece una diminuzione i costi relativi al disagio adulti e agli alloggi, oltre a quelli del personale, indicati in calo del 2,5%.

Socialis conta 29 operatori, quattro dei quali con contratto a tempo determinato. Il dato è stato collegato all’aumento delle competenze interne. Nel piano programma è comunque previsto un ridimensionamento di ricavi e costi di produzione: i primi dovrebbero passare dagli 11 milioni del 2026 a poco più di 9 milioni nel 2028, mentre i secondi scenderebbero da 9,5 a 7,5 milioni.

Durante la discussione è intervenuta anche Viola Messori, capogruppo di RiAttiviamo Pego, che ha riconosciuto il valore del personale come principale risorsa e indicato nell’ufficio progettazione un punto di forza, con 15 progetti prodotti. Messori ha inoltre richiamato la questione degli alloggi. Lui ha risposto che il problema dovrà essere affrontato a livello di ambito territoriale e ha spiegato che Socialis sta lavorando per mantenere i servizi attivi, definendo una scala di priorità per l’accesso alle prestazioni.