La nomina di Mattia Palazzi al vertice di Egea ha suscitato polemiche e interrogativi sulla sua opportunità politica. Secondo il portavoce del M5S, Sebastiano Martone, e l’ex deputato Alberto Zolezzi, la questione non riguarda tanto la legittimità del percorso di Palazzi, quanto le implicazioni per la multiutility Tea, la più importante azienda pubblica comunale.
Martone e Zolezzi sottolineano che da decenni si discute dell’opportunità di un’alleanza industriale per Tea, citando nomi come A2A, Iren e Hera. La questione di opportunità si complica ulteriormente in relazione all’operazione Sostelia, che ha visto Luca Del Fabbro, presidente di Iren e proprietaria di Egea, in un ruolo controverso. Sostelia è stata venduta a Hera, un concorrente diretto di Iren, sollevando dubbi nel consiglio di amministrazione di Iren e portando a richieste di rimozione della delega M&A per evitare conflitti di interesse.
Critiche alla mancanza di competenze
Zolezzi ha espresso preoccupazione per la nomina di Palazzi, evidenziando che il suo curriculum si limita a esperienze con Arci e il Comune di Mantova, senza competenze specifiche per il ruolo. Questa mancanza di esperienza, secondo Zolezzi, è condivisa anche dall’amministratore delegato di Tea, Alessandro Beltrami, ex capo di gabinetto di Palazzi. Zolezzi sostiene che in ruoli di tale importanza sia necessario avere figure in grado di favorire alleanze industriali di respiro nazionale.
In risposta, Palazzi ha difeso la sua nomina, affermando di aver sempre lavorato per l’indipendenza di Tea e per la sua crescita, respingendo le accuse di Zolezzi come frutto di pregiudizi. Ha sottolineato che il riconoscimento del suo lavoro è la ragione della sua nomina e ha invitato Zolezzi a riflettere sul fatto che il suo stesso percorso politico non ha portato a simili opportunità dopo la sua esperienza parlamentare.