Onorificenza istituzionale

A fra Paolo la Stella d’Italia, cerimonia a Dar es Salaam

Il viadanese Marino Boldrini sarà premiato nella fraternità francescana della Tanzania

A fra Paolo la Stella d’Italia, cerimonia a Dar es Salaam

Il missionario viadanese Marino Boldrini, conosciuto nella vita religiosa come fra Paolo, riceverà l’Ordine della Stella d’Italia, onorificenza ufficiale della Repubblica italiana destinata a chi ha acquisito particolari meriti nella promozione dei rapporti di amicizia e cooperazione tra l’Italia e altri Paesi.

La consegna avverrà venerdì al San Damiano Capuchin Centre di Msimbazi, fraternità francescana nella zona di Dar es Salaam, principale città della Tanzania. L’appuntamento sarà accompagnato dalla presentazione di un libro dedicato all’influenza di San Francesco d’Assisi nel Paese africano.

Il programma dell’appuntamento

Nel corso dell’iniziativa alcuni religiosi leggeranno il Cantico delle creature in italiano e in swahili e illustreranno la presenza della missione francescana sul territorio. Sono previsti anche gli interventi di Francesca Chinappi, dell’istituto Dante Alighieri per la promozione della cultura italiana in Tanzania, dell’ambasciatore italiano Giuseppe Coppola e del nunzio apostolico don Marcelo Halùn.

Parteciperanno inoltre il vescovo di Lindi e presidente della Conferenza episcopale tanzaniana, monsignor Wolfgang Pisa, l’arcivescovo di Dar es Salaam monsignor Julius Taddeus Rwaichi e il vicepresidente della Repubblica di Tanzania, Deogratius Ndejembi. Il momento centrale sarà la consegna dell’onorificenza a fra Paolo da parte dell’ambasciatore Coppola.

La missione in Tanzania

Nato nel 1956, Boldrini è frate dal 1975. Già nel 1972 si era avvicinato alla congregazione dei Frati Minori Rinnovati, attratto dalla spiritualità francescana e dalla scelta di seguire in modo radicale la regola originaria di Francesco.

Dopo gli anni trascorsi accanto alle persone più fragili a Napoli, Corleone e Palermo, dove organizzò anche iniziative contro la mafia, fra Paolo si trasferì in Tanzania all’inizio degli anni Ottanta. Da allora opera a servizio di alcune comunità povere dell’entroterra, svolgendo attività di diacono e insegnante e promuovendo iniziative per lo sviluppo culturale, sociale ed economico.

Secondo gli organizzatori, il riconoscimento non intende rappresentare soltanto un premio per i meriti personali del religioso, ma anche un segno del valore attribuito alla figura e all’esempio di San Francesco. La sua presenza, spiegano, continua a essere considerata un riferimento per la costruzione di rapporti fondati su pace e fraternità anche nel contesto africano.