Sigfrido Ranucci ha respinto l’ipotesi che l’attentato ai suoi danni possa essere stato organizzato per favorire un rafforzamento della sua protezione. In un’intervista a La Stampa, il conduttore di Report ha dichiarato di aver ricevuto rassicurazioni sull’aumento della sicurezza già prima che venisse collocata la bomba.
Secondo la ricostruzione fornita dal giornalista, la richiesta di una maggiore tutela era stata avanzata in precedenza e le autorità avevano già manifestato l’intenzione di procedere in questa direzione. Per questo motivo, Ranucci considera priva di fondamento la confessione del faccendiere Valter Lavitola nella parte in cui lascia intendere un collegamento tra il suo intervento e la protezione assegnata al conduttore.
La replica alle accuse
Ranucci ha definito la vicenda come la più grande character assassination della storia del giornalismo, usando un’espressione riferita alle critiche e alle ricostruzioni che lo hanno coinvolto. Il giornalista ha inoltre parlato delle pressioni politiche arrivate soprattutto dal centrodestra, dove sono state chieste le sue dimissioni.
Rispondendo alla possibilità di intraprendere una carriera politica, il conduttore ha chiarito di non aver mai avuto intenzione di candidarsi. La sua posizione, ha spiegato, resta quindi quella di un giornalista che respinge le accuse rivoltegli e nega di voler trasformare la vicenda in un percorso istituzionale.
Il caso Moro e Falcone
Nel corso dell’intervista, Ranucci ha preso le distanze anche dal paragone con Aldo Moro e Giovanni Falcone, richiamati in un post pubblicato sui social e diventato oggetto di polemiche. Il conduttore ha precisato che la propria vicenda non può essere accostata a quelle dei due protagonisti della storia politica e giudiziaria italiana.
Parallelamente, Ranucci ha confermato di essere già impegnato con la sua squadra nella preparazione della prossima stagione di Report. Il programma resta dunque al centro della sua attività professionale, mentre prosegue il confronto pubblico sulle dichiarazioni di Lavitola, sulla sicurezza del giornalista e sulle richieste di dimissioni.