Un uomo di 60 anni è stato condannato a nove mesi di reclusione e a una multa di 500 euro per aver utilizzato un bancomat trovato, che non apparteneva né a lui né a suo figlio. I fatti risalgono all’ottobre del 2023, quando il padre ha chiesto al figlio di andare a comprare del vino utilizzando la carta di pagamento smarrita da un’altra persona in un supermercato.
Le indagini sono state avviate dopo che le telecamere di sorveglianza hanno ripreso il momento in cui il padre e il figlio si trovavano nei pressi del Pos dove il bancomat era stato dimenticato. Il figlio, sentito come testimone durante il processo, ha dichiarato di essere stato in buona fede, affermando di aver creduto che la tessera fosse di suo padre.
Il processo e la sentenza
Durante l’udienza, il pubblico ministero Giorgia Dongili ha richiesto la condanna del padre, sostenendo che l’uso del bancomat fosse illegittimo. La difesa ha invece argomentato che non ci fossero prove sufficienti per dimostrare chi avesse prelevato la carta dal Pos, chiedendo quindi l’assoluzione dell’imputato.
Nonostante le argomentazioni della difesa, il giudice Alessia Perolio ha emesso una sentenza di condanna, sottolineando la responsabilità dell’imputato nell’aver utilizzato un bancomat non suo. Questo caso mette in luce le conseguenze legali legate all’uso improprio di strumenti di pagamento altrui, anche in situazioni in cui si possa pensare di agire in buona fede.