Oltre 150 reperti appartenuti a Casa Savoia sono esposti al Museo di Tianjin, nella municipalità settentrionale della Cina, per raccontare i rapporti culturali tra Oriente e Occidente. La raccolta comprende monete, dipinti, mobili, abiti e porcellane, quasi il 30% dei quali presenta elementi riconducibili alla cultura cinese.
L’esposizione è stata organizzata dal Museo di Tianjin, dal Tianjin Digital Art Museum e da Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino. Intitolata Corona di gloria: tesori della corte italiana del XVIII secolo da Casa Savoia, è visitabile dal 10 febbraio al 31 agosto. Il percorso propone uno spaccato della vita nelle corti europee del Settecento e mette in evidenza l’influenza esercitata dalla cultura cinese sulla corte sabauda.
Il gusto cinese nelle corti europee
Secondo Yan Guodong, preside della School of Foreign Studies della Nankai University ed esperto di scambi culturali tra la Cina e gli altri Paesi, nel XVIII secolo l’Illuminismo si diffuse in Europa mettendo in discussione l’autocrazia feudale e i dogmi religiosi. Le idee dei filosofi cinesi entrarono in risonanza con gli ideali di apertura e razionalità dell’epoca, mentre prodotti provenienti dalla Cina raggiunsero le corti e le società europee.
Si affermò così la Chinoiserie, una moda ispirata a immagini, manufatti e motivi dell’Estremo Oriente. Il fenomeno fu particolarmente evidente alla corte di Torino, dove Casa Savoia contribuì alla diffusione di questa tendenza. Porcellane, tessuti, oggetti laccati e carte da parati con raffigurazioni di figure e paesaggi esotici alimentarono l’immaginario europeo sulla Cina.
Abiti, porcellane e contaminazioni artistiche
Nella sezione dedicata alla corte, arredi, abiti e mobili d’epoca ricostruiscono la quotidianità della nobiltà sabauda. Tra i pezzi più osservati figura un abito di corte in stile francese proveniente dalle collezioni di Palazzo Madama. Il capo, associato alla commedia Adriana dopo essere stato indossato da un’attrice a Parigi, divenne un modello riconoscibile nelle corti europee entro la metà del Settecento.
Il tessuto è decorato con motivi floreali intrecciati con fili d’oro, d’argento e seta colorata, oltre a pizzi a ventaglio realizzati con filo d’argento. Li Jun, vice direttore del dipartimento di ricerca sui manufatti del Museo di Tianjin e curatore dell’esposizione, ha sottolineato la presenza di sete e tecniche di ricamo cinesi, considerate una testimonianza concreta della diffusione del gusto orientale.
Gli scambi non si limitarono all’imitazione dei prodotti cinesi. Yan Guodong ha spiegato che gli europei guardavano a porcellane, sete e oggetti laccati come a rappresentazioni della vita quotidiana in Cina, mentre gli artigiani cinesi adattavano motivi e forme alle preferenze dei committenti europei. Da questa interazione nacquero anche espressioni del rococò arricchite da elementi artistici cinesi.
Giovanni Carlo Federico Villa, direttore di Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, ha definito i manufatti esposti una testimonianza degli scambi tra civiltà del passato e un riferimento storico per la cooperazione culturale contemporanea tra Cina e Italia.