Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge con disposizioni urgenti sui prezzi dei carburanti, alla luce del protrarsi della crisi dei mercati internazionali e dell’aumento dei costi dei prodotti energetici. Il provvedimento interviene sulla riduzione già applicata al prezzo del gasolio utilizzato come carburante.
Lo sconto viene prorogato dal 27 agosto al 5 settembre 2026 e mantiene un valore complessivo di 17 centesimi al litro. La riduzione è composta da 14 centesimi riferiti all’accisa e da ulteriori 3 centesimi legati all’Iva. La misura riguarda il gasolio per autotrazione e, nello stesso periodo, anche i gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o da idro-trattamento e il biodiesel immessi al consumo come carburanti.
Credito d’imposta per l’autotrasporto
Il decreto estende inoltre, per la medesima finestra temporale, il credito d’imposta destinato alle imprese di autotrasporto. La copertura finanziaria delle misure sarà assicurata attraverso maggiori entrate derivanti dalla modifica delle modalità di versamento delle ritenute sugli utili dei gruppi di maggiori dimensioni attivi nel settore energetico.
Il provvedimento è stato presentato su proposta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini.
Garanzie per gli impianti strategici
Nella stessa riunione, il Consiglio dei ministri ha approvato un secondo decreto-legge, volto ad assicurare la continuità operativa degli impianti di interesse strategico nazionale. Le disposizioni riguardano la periodicità delle garanzie finanziarie poste a tutela delle attività di gestione dei rifiuti e delle discariche interne agli stabilimenti siderurgici sottoposti a procedure di vendita.
L’intervento è finalizzato a preservare la funzionalità degli impianti durante il periodo che precede la conclusione della vendita, nel rispetto della normativa ambientale. La misura è stata proposta dalla presidente Meloni, dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e dal ministro Pichetto Fratin. Il testo fa riferimento agli stabilimenti siderurgici di interesse strategico nazionale, tra i quali rientrano gli impianti ex Ilva, senza indicare ulteriori passaggi sulla procedura di cessione.