Tra i punti fermi del nuovo Sporting Castellana c’è Mattia Nardi, trequartista classe 1995 rientrato nelle ultime amichevoli dopo un lungo stop. Il giocatore è stato sottoposto a un’operazione l’11 maggio e, a poco più di tre mesi dall’intervento, ha già raccolto i primi minuti in campo, pur non avendo ancora raggiunto la piena condizione.
«Al 100% non sono ancora», ha spiegato Nardi, che nelle recenti uscite è stato utilizzato per circa quaranta minuti. Il recupero è stato rapido, ma il percorso resta condizionato dagli infortuni che negli anni hanno limitato la continuità del trequartista. A 31 anni, il calciatore preferisce non fissare obiettivi troppo lontani: la possibilità di proseguire dipenderà soprattutto dalla risposta del fisico e dalla capacità di superare anche il peso mentale delle ricadute.
Il nuovo corso tecnico
Nel frattempo, tra Goito e Castel Goffredo, il progetto sportivo è cambiato con il passaggio della guida tecnica da Petrozzi a Novazzi. Nardi ha ricordato con rammarico l’addio del precedente allenatore, con il quale aveva costruito un rapporto diretto, ma ha descritto il nuovo tecnico come una figura già formata, attenta ai propri principi e al lavoro quotidiano. Novazzi ha inoltre dovuto inserirsi in un gruppo sostanzialmente già costruito, trasformando l’avvicendamento in una sfida per l’intera squadra.
La trasformazione nel nuovo Sporting Castellana, secondo il trequartista, non ha modificato l’identità dell’ambiente. La società mantiene un’impostazione professionale pur restando inserita nel calcio dilettantistico, con un clima familiare e rapporti personali che vanno oltre il campo. Nardi ha sottolineato anche la presenza di certezze organizzative, compresi i rimborsi, elementi che lo hanno convinto a proseguire in un contesto considerato sano e sereno.
Le difficoltà del campionato
La valutazione sul prossimo campionato è però prudente. Per Nardi, il livello sarà più alto rispetto alla scorsa stagione, anche perché ci saranno meno squadre e non si intravedono formazioni destinate a un ruolo marginale. Tra le società attrezzate per le posizioni di vertice ha citato Poggese e Breno, lasciando aperto il quadro delle altre pretendenti. Nella parte restante della graduatoria, invece, potrebbero risultare decisivi equilibrio, infortuni, squalifiche e continuità di rendimento.
Il giocatore ha invitato a non trarre conclusioni dai risultati delle amichevoli estive. Una sconfitta contro l’Oppeano non sarebbe un’indicazione sul destino della squadra, così come una vittoria non equivarrebbe alla conquista del campionato. Nardi, Ruffini e Menolli non sono ancora al meglio e l’obiettivo indicato è arrivare pronti all’inizio delle partite ufficiali.
Ai calciatori più esperti spetterà anche il compito di guidare il gruppo. Nardi considera i senatori l’ossatura della squadra, sia sul piano tecnico sia per la leadership, e chiede loro di responsabilizzare i più giovani. La stagione, ha osservato, potrebbe offrire spazio anche a chi parte indietro nelle gerarchie: l’esempio della scorsa annata, con Nitri diventato progressivamente importante, dimostra che la disponibilità di tutti può incidere sul rendimento dello Sporting Castellana.