Nel Mantovano risultano 57 pensionati ogni 100 lavoratori dipendenti e autonomi. È uno dei principali elementi emersi dall’ultima elaborazione dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, dedicata alla composizione dei contribuenti italiani e al peso del fisco sulle famiglie.
In provincia di Mantova i contribuenti Irpef sono complessivamente 310.770, un dato che colloca il territorio al 46° posto in Italia. Secondo i dati riferiti al 2024, 180.099 persone dichiarano redditi da lavoro dipendente, mentre 109.187 indicano redditi da pensione. A questi si aggiungono 11.450 titolari di redditi da lavoro autonomo e 16.155 contribuenti con redditi da partecipazione.
Il rapporto tra pensioni e lavoro
Il confronto tra le principali categorie evidenzia il rapporto tra i 109.187 pensionati e i 191.549 contribuenti con redditi da lavoro dipendente o autonomo. Il risultato è di 57 pensionati ogni 100 lavoratori. Il dato rientra nell’analisi sulla struttura della platea Irpef e sulla diversa distribuzione delle fonti di reddito nel territorio.
Lo studio della Cgia prende in esame anche il prelievo complessivo sostenuto da una famiglia italiana considerata come modello. Nel 2026, un nucleo composto da due lavoratori dipendenti e un figlio a carico verserebbe complessivamente 20.592 euro tra tasse e contributi.
Il calcolo si riferisce a una famiglia proprietaria di un’abitazione di 126 metri quadrati, con due automobili percorse per 15mila chilometri ciascuna ogni anno, un Isee stimato in 23.232 euro e risparmi pari a 30mila euro. Per la Tari è stata utilizzata la tariffa del Comune di Milano, mentre per il bollo auto è stata considerata quella vigente in Lombardia.
La maggior parte del prelievo senza pagamento diretto
La quota più consistente, pari a 13.030 euro e al 63,3% del totale, è costituita dalle imposte definite alla fonte: contributi Inps, ritenute Irpef e addizionali. Altri 6.676 euro, il 32,4%, derivano dalle cosiddette imposte occulte, già incorporate nei prezzi o nei pagamenti quotidiani. Tra queste figurano l’Iva, le accise, le imposte sulla Rc auto e il canone Rai.
Nel complesso, quindi, 19.706 euro, pari al 95,7% del prelievo, vengono versati senza un pagamento diretto da parte del contribuente. Solo 887 euro, equivalenti al 4,3%, sono pagati in modo consapevole nel caso analizzato, attraverso bollo auto e Tari.
Secondo la Cgia, per i lavoratori dipendenti la maggior parte del carico viene trattenuta direttamente in busta paga dal sostituto d’imposta oppure è già compresa nel prezzo di beni e servizi. Questo meccanismo rende meno immediata la percezione dell’incidenza effettiva delle imposte. La situazione cambia per autonomi e titolari di partita Iva, che versano direttamente una quota più consistente di tasse e contributi e possono quindi percepire maggiormente il carico sostenuto.
A livello nazionale i contribuenti Irpef sono 42,8 milioni: 24,1 milioni percepiscono redditi da lavoro dipendente, 14,5 milioni redditi da pensione e circa 1,6 milioni redditi da lavoro autonomo. Resta inoltre elevata la pressione fiscale italiana nel confronto europeo: nel 2025 si è attestata al 43,1% del Pil, il quinto valore più alto nell’Unione europea e 2,4 punti sopra la media Ue, pari al 40,7%.