Teatro Sociale

A Mantova Goldin racconta la vita e i colori di Monet

Percorso immersivo tra immagini, musiche originali e vicende dell’artista francese.

A Mantova Goldin racconta la vita e i colori di Monet

A Mantova ha debuttato la nuova tournée teatrale di Marco Goldin dedicata a Claude Monet. Lo spettacolo, intitolato Monet. Una vita a colori, è andato in scena al Teatro Sociale dopo un anno di lavoro e una settimana di prove nella città lombarda. La produzione è stata realizzata in occasione del centenario della morte del pittore, tra i principali esponenti dell’Impressionismo.

Scritto e diretto da Goldin, il progetto unisce narrazione, immagini e musica. Sul palcoscenico, accanto all’autore, ci sono Remo Anzovino, al pianoforte e autore delle musiche originali, e Daniela Savoldi, al violoncello e alla voce. La rappresentazione dura quasi due ore e accompagna il pubblico attraverso atmosfere, colori e passaggi della vita dell’artista francese.

Dall’infanzia alla nascita dell’Impressionismo

La scena si apre con alcuni elementi legati all’immaginario di Monet: la panchina del suo celebre giardino e il cappello bianco. Due piattaforme girevoli completano l’allestimento e ospitano anche i musicisti, oltre a contribuire alla proiezione delle immagini sceniche. La narrazione parte dalla nascita del pittore, dalla perdita della madre e dalle caricature esposte in un negozio di colori a Le Havre.

In quel contesto l’adolescente Claude viene notato da Eugène Boudin, che lo invita a osservare la luce, il colore e il cielo in diversi momenti della giornata. È un insegnamento destinato a influenzare l’intera carriera di Monet. Il racconto attraversa poi l’incontro con la scuola di Barbizon e la formazione parigina, dove l’artista entra in contatto con gli Impressionisti e contribuisce a una nuova interpretazione della pittura di paesaggio.

Viaggi, difficoltà e il giardino di Giverny

Lo spettacolo inserisce la vicenda artistica nel contesto della società moderna. Il treno diventa il simbolo dell’industrializzazione francese, mentre la crescita della rete ferroviaria e la nascita delle prime località turistiche modificano il rapporto con il territorio. Un passaggio centrale è la prima mostra degli Impressionisti, organizzata il 15 aprile 1874 nello studio parigino del fotografo Nadar: furono presentate 160 opere di circa trenta artisti, tra cui Monet.

La biografia prosegue tra lutti e difficoltà economiche. Dopo la morte della prima moglie, Monet acquista un bateau-atelier, uno studio galleggiante che gli consente di dipingere la Senna direttamente dall’acqua. I viaggi lo portano anche a Bordighera e Venezia, mentre a Londra incontra il mercante d’arte Paul Durand-Ruel, il cui sostegno contribuisce alla fortuna sua e di altri pittori impressionisti.

Goldin individua nella nostalgia, legata soprattutto alla Normandia, uno dei sentimenti prevalenti nelle opere di Monet. L’ultima parte del racconto è dedicata a Giverny, villaggio di circa 300 abitanti dove l’artista visse per metà della sua vita e dove costruì la casa con il celebre giardino, ricostruito dopo una devastante alluvione. Qui nacquero le serie delle ninfee, dei covoni, dei pioppi e della cattedrale di Rouen, opere che hanno segnato la memoria dell’arte moderna.