Prospettive locali

Mantova, due richieste per data center da 70 megawatt

Imprese, istituzioni: priorità ad aree dismesse, consumi ridotti, tutela dei terreni agricoli.

Mantova, due richieste per data center da 70 megawatt

Anche la provincia di Mantova è coinvolta nel confronto sullo sviluppo dei data center. Sul territorio risultano infatti due richieste di connessione alla rete elettrica, per una potenza complessiva di 70 megawatt. Il dato è stato richiamato da Lorenzo Capelli, presidente di Confartigianato Imprese Mantova, durante una visita a Intacture, infrastruttura realizzata da Trentino DataMine all’interno della miniera di dolomia di Tassullo, nel comune di Predaia, in Val di Non.

All’iniziativa hanno partecipato anche le rappresentanze di Confartigianato di Brescia, Trentino e Verona. La visita è stata seguita da un confronto dedicato al rapporto tra fabbisogno energetico, innovazione e sostenibilità. Il caso trentino è stato presentato come esempio di possibile integrazione tra infrastrutture digitali e caratteristiche del territorio.

Il modello della miniera

Intacture è descritto come il primo data center europeo realizzato all’interno di una miniera ancora attiva. Il progetto è stato sviluppato con l’obiettivo di evitare il consumo di nuovo suolo e di sfruttare le condizioni naturali della montagna per contenere l’impatto ambientale. A circa 100 metri di profondità, la struttura utilizza la temperatura stabile della roccia per il raffrescamento naturale durante buona parte dell’anno.

L’infrastruttura impiega inoltre energia proveniente da fonti rinnovabili e non utilizza acqua per il raffreddamento. L’investimento dichiarato supera i 50 milioni di euro. Secondo quanto riferito da Capelli, le stime dell’Associazione italiana datacenter indicano investimenti potenziali in Italia fino a 37 miliardi di euro nel prossimo decennio. In Lombardia sono presenti circa 60 data center e altri 10 risultano in fase di realizzazione, mentre a Terna sono state presentate 207 richieste di connessione per oltre 31 gigawatt.

Le condizioni per nuovi insediamenti

Le due richieste mantovane, ha precisato il presidente di Confartigianato Imprese Mantova, si trovano ancora in una fase preliminare. Il possibile sviluppo del settore potrebbe avere ricadute anche sulle imprese artigiane attive nell’impiantistica elettrica, nella manutenzione, nell’edilizia specializzata e nei servizi tecnologici.

Il confronto ha però evidenziato anche la necessità di tutelare la vocazione produttiva e agricola del territorio. Per Capelli, i terreni agricoli di pregio devono essere preservati e, per eventuali nuovi insediamenti, occorre privilegiare il recupero delle aree industriali dismesse e degli spazi già urbanizzati. Consumi energetici, sistemi di raffreddamento, utilizzo dell’acqua e impatto ambientale dovrebbero essere valutati già nella fase di progettazione, adottando le tecnologie disponibili e assicurando un confronto trasparente con cittadini e amministrazioni locali.