Tensione in città

Arrestato a Mantova dopo calci e minacce agli agenti

L'uomo, già noto alle forze dell'ordine, avrebbe opposto resistenza durante il controllo e danneggiato una vetrata in questura.

Arrestato a Mantova dopo calci e minacce agli agenti

Momenti di tensione si sono verificati in piazza Cavallotti, a Mantova, dove un uomo di origini ucraine è stato arrestato dalla Polizia di Stato al termine di un intervento reso complesso dalla sua condotta. Secondo quanto ricostruito dagli agenti, la persona era già gravata da precedenti di polizia per resistenza e per reati contro la famiglia.

Alla vista degli operatori, l’uomo si sarebbe disteso al suolo, iniziando a rivolgere loro insulti e frasi ingiuriose. Quando gli è stato chiesto di fornire le proprie generalità, avrebbe rifiutato di collaborare. La situazione è quindi degenerata e i poliziotti sono intervenuti per procedere al controllo e accompagnarlo negli uffici della Questura.

La resistenza durante il controllo

Durante le fasi dell’intervento, l’uomo avrebbe sferrato un calcio contro uno degli agenti, opponendo una resistenza definita particolarmente intensa. Dopo essere riusciti a bloccarlo, i poliziotti lo hanno condotto in Questura. Anche negli uffici, secondo l’accusa, avrebbe continuato a mantenere un comportamento violento e a ostacolare le operazioni.

In Questura avrebbe inoltre rivolto minacce di morte agli agenti e danneggiato la vetrata della sala d’attesa. Per questi fatti è stato arrestato perché ritenuto responsabile, in questa fase delle indagini, dei reati di violenza, minacce e resistenza a pubblico ufficiale.

La decisione del giudice

Terminati gli adempimenti, l’uomo è stato trasferito nella Casa circondariale di Mantova, a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Nel corso del giudizio direttissimo, il giudice ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Il procedimento penale si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. L’arrestato deve quindi essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.