Mantova è la provincia lombarda con la maggiore presenza di alunni stranieri nelle sedi scolastiche. Secondo l’elaborazione più recente di Uil Scuola Lombardia, il 30,9% delle scuole del territorio supera la soglia del 30% indicata dal decreto scuola approvato dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento, al momento dell’analisi, era ancora in attesa della pubblicazione del testo definitivo in Gazzetta Ufficiale.
In Lombardia una scuola su sei oltrepasserebbe il limite previsto dal governo. Il dato mantovano risulta superiore a quello registrato nelle altre province, con Lodi al 24,8% e Milano al 22,3%. Per il sindacato, tuttavia, la questione non riguarda soltanto singoli istituti: in alcune aree la presenza di studenti di origine straniera sarebbe diffusa in un intero territorio, rendendo complesso individuare scuole alternative dove redistribuire gli iscritti.
Il nodo della scuola di prossimità
Francesco Guadagno, segretario regionale di Uil Scuola Lombardia, sostiene che prima di stabilire come distribuire gli studenti sia necessario considerare la geografia reale degli istituti. L’applicazione rigida del tetto percentuale potrebbe infatti portare all’assegnazione di alunni in sedi lontane dal luogo di residenza, senza risolvere la concentrazione in territori dove anche le scuole vicine presentano una quota elevata di iscritti stranieri.
Il possibile spostamento fuori dal bacino territoriale di riferimento avrebbe conseguenze soprattutto per le famiglie. Secondo il sindacato, la perdita della scuola di prossimità potrebbe costringere i genitori a organizzare trasferimenti quotidiani tra comuni o quartieri diversi, con un aumento dei tempi di percorrenza, dei costi di trasporto e delle difficoltà per chi ha figli iscritti a cicli scolastici differenti.
Il calo degli insegnanti di italiano
Uil Scuola Lombardia richiama anche la riduzione dei docenti specializzati nell’insegnamento dell’italiano come seconda lingua, indicati nella classe di concorso A-23. Per l’anno scolastico 2026/27, i posti autorizzati dal Ministero scenderebbero da 937 a 762 a livello nazionale, mentre in Lombardia il taglio sarebbe di 28 docenti.
Per Guadagno, la conoscenza dell’italiano rappresenta un elemento decisivo per l’integrazione e dovrebbe quindi essere sostenuta attraverso un investimento nelle professionalità dedicate. La posizione del sindacato è che la redistribuzione degli iscritti, senza un rafforzamento dell’organico specializzato e senza considerare le caratteristiche dei singoli territori, rischi di spostare il problema da un istituto all’altro aumentando i disagi organizzativi ed economici per le famiglie.