Otto mesi di ritardo nella liquidazione dei saldi di produzione 2025 alle Rsa. È la denuncia di Marco Carra, consigliere regionale del Partito democratico in Lombardia, che torna a sollecitare la Giunta regionale sul pagamento delle somme dovute alle strutture, con particolare riferimento alla provincia di Mantova.
Secondo Carra, al 12 agosto non risultavano ancora liquidati i saldi relativi alla produzione dell’anno 2025. Il ritardo, sostiene il consigliere, sta creando difficoltà finanziarie alle strutture, che avrebbero problemi di liquidità anche per far fronte ai pagamenti verso i fornitori. In provincia di Mantova, la questione riguarderebbe 30 Fondazioni Uneba, alle quali dovrebbero essere erogati alcuni milioni di euro.
La richiesta alla Regione
La vicenda era già stata sollevata da Carra nel corso di un Consiglio regionale, attraverso un’interrogazione rivolta all’assessore al Welfare Guido Bertolaso. In quella occasione, riferisce il consigliere, l’assessore si sarebbe impegnato a procedere con l’erogazione dei saldi entro il mese di luglio, pur riconoscendo il ritardo accumulato.
«Così non è stato», afferma ora Carra, secondo il quale dalla Regione non sarebbero ancora arrivate certezze sui tempi di liquidazione delle somme attese dalle strutture. Il consigliere riferisce che i presidenti delle Fondazioni stanno chiedendo con insistenza lo sblocco dei pagamenti e sottolinea che la questione è stata nuovamente portata all’attenzione della Giunta.
Il rischio per i servizi
La liquidazione dei saldi di produzione 2025, spiega il rappresentante del Pd, è considerata un passaggio essenziale per l’equilibrio di cassa delle Rsa e per la programmazione delle attività. Le risorse servirebbero a sostenere la gestione ordinaria delle strutture, compresi gli impegni economici nei confronti dei fornitori.
Carra definisce i ritardi «insostenibili» e avverte che il protrarsi dell’attesa potrebbe mettere a repentaglio la continuità e la qualità dei servizi offerti agli ospiti. A suo giudizio, da almeno due mesi si susseguirebbero rinvii sulle date di pagamento senza un calendario operativo definito. Da qui la richiesta alla Giunta di intervenire rapidamente e all’assessore al Welfare di farsi carico della situazione.