Comuni attivi

Solo Mantova e Gonzaga segnalano evasori al fisco

Il rapporto nazionale mostra una partecipazione ridotta e forti differenze territoriali nel recupero delle somme sottratte.

Solo Mantova e Gonzaga segnalano evasori al fisco

Sono soltanto Mantova e Gonzaga i municipi della provincia mantovana ad aver inviato nel 2024 segnalazioni qualificate all’Agenzia delle Entrate su possibili casi di evasione fiscale. Il dato emerge dall’analisi più recente disponibile e conferma una partecipazione molto limitata degli enti locali a uno degli strumenti previsti per contribuire al recupero delle imposte non versate.

Il quadro mantovano si inserisce in una situazione nazionale altrettanto contenuta. Secondo il rapporto dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, a fronte di un’evasione fiscale stimata in quasi 107 miliardi di euro l’anno, la collaborazione dei municipi ha permesso di far emergere appena 5 milioni di euro. In tutto il Paese hanno trasmesso segnalazioni solo 304 enti su circa 7.900, pari al 3,8 per cento.

Le somme riconosciute agli enti

La normativa stabilisce che i municipi che forniscono segnalazioni qualificate ricevano una quota delle somme effettivamente recuperate dall’amministrazione fiscale. Con la percentuale fissata al 50 per cento, gli enti che hanno partecipato si sono divisi complessivamente 2,5 milioni di euro.

All’interno di questo riparto, Mantova ha incassato 4.039,76 euro, raggiungendo il 77esimo posto nella graduatoria nazionale, mentre Gonzaga ha ottenuto 438,82 euro, con il 189esimo posto. La quota destinata agli enti locali è stata successivamente portata al 100 per cento: gli effetti economici di questa modifica sono attesi con gli incassi previsti nel 2026.

Il confronto con il resto d’Italia

Nel confronto nazionale, il risultato del capoluogo mantovano non è tra i più elevati, ma assume rilievo considerando che la maggior parte dei municipi non ha trasmesso alcuna pratica. In testa alla graduatoria degli incassi figurano Genova, con 406.838 euro, Milano, con 376.489 euro, e Prato, con 170.122 euro. Tra gli enti non capoluogo emergono inoltre Cernusco sul Naviglio e Trezzo sull’Adda.

Il rapporto evidenzia anche che 53 capoluoghi di provincia non hanno incassato nulla, circostanza che indica l’assenza di segnalazioni o il mancato recupero di somme da parte del fisco. Tra questi sono citati Bari, Trapani, Foggia, Avellino e Brindisi. Anche città come Napoli e Palermo hanno registrato importi limitati, rispettivamente 834 e 738 euro.

La distribuzione territoriale mostra una netta prevalenza del Nord: dei 304 enti che hanno collaborato, soltanto 46 appartengono al Mezzogiorno. Il dato contribuisce a delineare una distanza significativa tra le diverse aree del Paese e colloca l’attività mantovana in una posizione relativamente positiva rispetto alla scarsa adesione complessiva.

Competenze e risorse disponibili

Tra gli ostacoli principali c’è la carenza di personale formato. La preparazione di una pratica destinata all’Agenzia delle Entrate richiede infatti una documentazione precisa e competenze in grado di individuare elementi riconducibili a possibili irregolarità. Il problema è particolarmente sentito nei municipi più piccoli, dove le risorse umane sono limitate.

Spesso gli uffici concentrano il lavoro sul recupero delle entrate locali. A Mantova, nei primi nove mesi dell’anno considerato, sono stati accertati 2.304.297 euro non pagati, individuando 1.377 potenziali evasori o soggetti che avrebbero eluso il pagamento. Il vice sindaco Giovanni Buvoli ha sottolineato che le segnalazioni devono essere documentate con estrema precisione e che il compenso per l’ente non è automaticamente proporzionale al loro numero: la quota viene riconosciuta soltanto sulle somme che l’amministrazione fiscale riesce concretamente a riscuotere.