Un 29enne originario di Napoli è stato arrestato a Suzzara con l’accusa, in ipotesi accusatoria, di tentata truffa aggravata in concorso ai danni di una coppia di anziani. L’intervento è stato eseguito nel pomeriggio del 12 ottobre dai Carabinieri della Stazione di Suzzara, insieme ai colleghi della Stazione di Gonzaga.
Secondo la ricostruzione dei militari, l’azione sarebbe stata organizzata attraverso il cosiddetto schema del falso appartenente alle forze dell’ordine. Una donna di 62 anni e il marito di 83 sono stati contattati telefonicamente da un uomo che si è presentato come un maresciallo dei Carabinieri. Il sedicente militare avrebbe riferito che in zona era stata commessa una rapina e che parte della refurtiva avrebbe potuto trovarsi nell’abitazione della coppia.
Durante la telefonata, all’anziano sarebbe stato chiesto di recarsi alla caserma di Suzzara. L’uomo, convinto che la moglie fosse realmente in contatto con i Carabinieri, è uscito di casa e si è diretto a piedi verso la stazione dell’Arma. Lungo il tragitto ha però incontrato una pattuglia dei Carabinieri di Suzzara, impegnata nei servizi predisposti sul territorio nell’ambito delle attività concordate in Prefettura durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
L’intervento nell’abitazione
L’83enne ha raccontato ai militari di avere ricevuto la telefonata e di essere atteso in caserma. Compresa la possibile truffa, la pattuglia ha avvisato la centrale operativa dei Carabinieri di Gonzaga, chiedendo l’intervento di altri militari presso la casa della coppia.
Quando i Carabinieri sono arrivati, hanno trovato la porta d’ingresso semiaperta. All’interno dell’abitazione, sul tavolo, erano stati disposti diversi gioielli. I militari hanno inoltre trovato il giovane mentre parlava con la proprietaria, alla quale si sarebbe presentato come maresciallo e alla quale stava chiedendo la consegna dei preziosi, in linea con quanto richiesto nella precedente telefonata.
Il tempestivo intervento ha permesso di interrompere la condotta e di ricostruire la dinamica dell’episodio. Il denaro contante e i monili in oro, per un valore complessivo di 10mila euro, sono stati recuperati e, su disposizione della Procura di Mantova, restituiti ai legittimi proprietari.
Arresto e giudizio direttissimo
Il presunto responsabile è stato arrestato con l’accusa di truffa aggravata in concorso. Al termine delle formalità di rito è stato accompagnato nelle camere di sicurezza del Comando, in attesa del giudizio per direttissima. La posizione dell’indagato resta sottoposta alle valutazioni dell’autorità giudiziaria.
L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto ai reati commessi ai danni delle fasce più vulnerabili. Il Comando provinciale dei Carabinieri di Mantova ha sottolineato l’importanza dei servizi di controllo e della collaborazione tra pattuglie e cittadini, che in questo caso ha consentito di evitare la consegna dei beni e di identificare il giovane intervenuto nell’abitazione.