Sicurezza occupazionale

Morti sul lavoro, a Mantova dieci vittime nei primi sette mesi

Cgil segnala crescita degli incidenti e patologie, con verifiche aperte sui casi legati al caldo

Morti sul lavoro, a Mantova dieci vittime nei primi sette mesi

Dieci infortuni con esito mortale nei primi sette mesi dell’anno, contro i due registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. È il dato relativo alla provincia di Mantova diffuso dalla Cgil sulla base delle statistiche Inail, che evidenzia un incremento del 400%, il più alto tra le province lombarde. Nel complesso della regione, infatti, le denunce di infortunio mortale sono rimaste 89 nei due periodi considerati.

Il sindacato precisa che dei dieci casi segnalati nel Mantovano, due sono avvenuti durante l’attività lavorativa, quattro nel tragitto casa-lavoro o lavoro-casa e altri quattro per causa naturale. Per questi ultimi, le istruttorie risultano ancora aperte e dovranno chiarire l’eventuale collegamento con l’attività professionale, con particolare attenzione al rischio calore.

Infortuni in aumento

Anche le denunce complessive di infortunio risultano in crescita. In provincia di Mantova sono passate da 2.853 a 2.999, con un aumento del 5%. Nel solo mese di luglio 2026 sono state registrate 13 denunce in più rispetto allo stesso mese del 2025. In Lombardia l’incremento è stato del 6,6%, passando da 65.427 a 69.765 denunce, secondo i dati riportati dal sindacato.

«Anche quest’anno ci troviamo a fare i conti con una condizione di lavoro che non migliora», osserva Mauro Mantovanelli, segretario della Cgil con delega alla sicurezza. Per il sindacalista, i numeri confermano la necessità di rafforzare le Ats e la medicina di prevenzione sul territorio, oltre a prevedere assunzioni mirate per l’Ispettorato del lavoro. Tra le priorità indicate figurano la prevenzione degli effetti delle alte temperature e i controlli nei settori più esposti.

Il balzo delle malattie professionali

Il quadro comprende anche l’aumento delle denunce di malattia professionale. Nel territorio mantovano, tra gennaio e luglio, sono salite da 150 a 281, con una crescita dell’87,3%. In Lombardia il dato è passato da 3.056 a 3.360, segnando un incremento del 10%. A livello nazionale, invece, le denunce sono aumentate da 59.857 a 69.796, pari al 16,6%.

Secondo Mantovanelli, l’incremento mantovano resta preoccupante ma potrebbe essere ancora sottostimato, anche per i timori dei lavoratori nell’avviare le procedure con i patronati. Il sindacato richiama inoltre l’attenzione sull’organizzazione del lavoro e sul ruolo degli Rls, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, soprattutto nei comparti caratterizzati da cicli produttivi intensi e da movimenti ripetitivi.

Tra le criticità segnalate figurano riunioni periodiche svolte in modo frettoloso e documenti di valutazione dei rischi non aggiornati da anni. In queste condizioni, sostiene la Cgil, possono aumentare i disturbi a carico di dischi, tendini, legamenti e tessuti molli, legati alla movimentazione manuale dei carichi, alle posture prolungate e ai movimenti ripetuti degli arti superiori. Da qui la richiesta di rafforzare i controlli degli enti ispettivi e di intervenire sulle condizioni concrete nei luoghi di lavoro.