Memoria storica

Le immagini della cattedrale scomparsa di Mantova

Il complesso venne abbattuto nel 1958; restano testimonianze archeologiche e un raro repertorio fotografico.

Le immagini della cattedrale scomparsa di Mantova

La cattedrale di San Paolo, prima sede episcopale di Mantova, fu demolita nel 1958, lasciando spazio all’ampliamento del seminario. L’edificio sorgeva accanto all’attuale duomo di San Pietro, sull’antica insula sacra della città, e custodiva stratificazioni architettoniche e archeologiche risalenti, secondo alcune ipotesi, fino al V secolo.

La demolizione nel dopoguerra

La distruzione avvenne nel clima di sviluppo edilizio e modernizzazione che caratterizzò Mantova nel dopoguerra. I protagonisti della scelta furono il vescovo Antonio Poma e il rettore del seminario Giuseppe Amari. Il fabbricato, ormai integrato nel seminario, ospitava al piano terreno il refettorio e a quello rialzato il dormitorio dei seminaristi. Nella parte terminale si trovava una cappella semicircolare.

Quegli ambienti corrispondevano in larga parte alla navata centrale e all’abside della chiesa trecentesca, rimaneggiata nel corso dei secoli e arricchita da decorazioni neogotiche. Le fotografie della fase finale dei lavori mostrano l’abside ridotta a una cavità, cumuli di detriti, camion e un binario utilizzato per trasportare il calcestruzzo. La demolizione interessò in particolare il presbiterio, con le sue crociere ogivali, le nervature e i pilastri.

Un resoconto pubblicato dalla Gazzetta riferì che la nuova ala del seminario era stata costruita sulla superficie liberata dal vecchio edificio, descritto come deteriorato e fatiscente. L’inaugurazione del nuovo spazio avvenne il 29 settembre 1960, dopo la demolizione del complesso.

Le tracce dell’edificio più antico

Il valore storico di San Paolo emerse con particolare chiarezza nel 1969, quando venne ritrovato un battistero ottagonale tardoantico nell’area absidale. Furono inoltre salvati pavimenti a mosaico e tombe longobarde. La scoperta sostenne l’ipotesi che la chiesa fosse stata sede della cattedra del primo vescovo della Chiesa mantovana, anche se l’origine della diocesi resta oggetto di diverse interpretazioni: alcune la collocano nel V secolo, altre nell’804.

San Paolo e San Pietro costituivano i due principali edifici religiosi dell’area, allineati sul tracciato del cardo romano. L’attuale duomo avrebbe assunto nel tempo il ruolo di pieve urbana, fino a diventare prevalente nell’XI secolo, mentre le due chiese erano collegate da un lungo passaggio. Il sistema comprendeva anche i rapporti con Santa Maria dei Voti e Santa Speciosa, oggi residenza privata del vescovo.

Nel corso della sua storia, San Paolo fu legata a episodi religiosi e civili di rilievo. Nel 924 vi sarebbe stata nascosta una parte della reliquia del Sangue di Cristo, poi ritrovata nel 1479. Secondo una ricostruzione, nell’827 l’edificio ospitò il sinodo convocato durante lo Scisma dei Tre Capitoli. Vi furono inoltre sepolture legate ai Bonifacio di Canossa e ai Bonacolsi, mentre nel 1601 venne costruita nelle vicinanze la Sala dei Vescovi.

Oggi dell’edificio restano soprattutto le testimonianze archeologiche e il repertorio fotografico della demolizione. Quelle immagini permettono di ricostruire, almeno in parte, l’aspetto della prima cattedrale di Mantova e la complessità di un’area nella quale si sono sovrapposte diverse fasi della storia urbana e religiosa.